La storica segretaria di Bossi: “Era diverso da come appariva. Aveva cuore ed era anche un po' timido”
Umberto Bossi con Daniela Cantamessa nel 1997 ad Alessandria
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''Oggi se ne va un pezzo di storia. Ma per me se ne va anche un pezzo di vita. Ho avuto l'onore di lavorare per anni al fianco di Umberto Bossi. Un'esperienza che mi ha cambiata profondamente. Non è questo il momento delle analisi o dei giudizi. È il momento del silenzio e del rispetto. Porto con me ciò che mi ha insegnato, anche senza dirlo: il coraggio di esporsi, la forza di credere in qualcosa, la determinazione di non arretrare. Per questo oggi voglio solo dire grazie. Ciao Umberto''. È il ricordo che Daniela Cantamessa, storica segretaria di Umberto Bossi ha affidato alla sua pagina Facebook.
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Al telefono, fluiscono i ricordi.
''Sono stata per diciotto anni alla Lega in via Bellerio e segretaria di Bossi per una decina. Il primo incontro è stato quella di una militante. Era il 1993, c'erano le elezioni politiche e Bossi è venuto a tenere un comizio a Casale Monferrato, la mia città. La Lega candidava Claudio Percivalle. Come usava, dopo il comizio si andava a cena. L'ho conosciuto così''.
''Nel 1997 mi ha chiamato per creare un'agenzia di viaggi della Lega Nord perché sapeva che avevo lavorato nel turismo per una dozzina di anni. L'agenzia di viaggi era all'interno della sede di Via Bellerio e ho lavorato lì per diversi anni. In contemporanea, ho avuto l’onore di essere scelta come sua segretaria. Nel 1997 uscivo da un brutto periodo, avevo perduto mio marito, che era stato un calciatore molto conosciuto e che Bossi conosceva. Un grande dolore che Bossi percepì quando mi vide. Ho saputo poi che quando mi aveva vista, Bossi aveva pensato 'Questa non esce più da questa situazione'. Aveva compreso benissimo il mio dramma e mi aiutò”
Che uomo è stato Bossi?
''Era diverso da come appariva. Aveva cuore. Era capace di grandi sentimenti. Era anche un po' timido''.
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