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Bello Figo accusato di violenza da una 15enne: “Mi chiese se volessi fare after e rifiutai. Poi il bodyguard disse: carne fresca”

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03.04.2026

Paul Yeboah, alias Bello Figo, 33 anni

Articolo: Bello Figo a processo a Bergamo: una ragazza lo accusa di violenza sessuale nel 2023 (quando lei aveva 15 anni)

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Il suo vero nome è Paul Yeboah, 33 anni, origini ghanesi. Messa così dice poco. Ma se aggiungiamo "in arte Bello Figo" ai più giovani e giovanissimi non passa indifferente. E già, perché Bello Figo è un trapper diventato famoso grazie a YouTube dove ha pubblicato brani del tipo, "Non pago affitto", o "Pasta con tonno", che sono basati su ironia, provocazione e testi surreali. Ieri mattina era in tribunale a Bergamo (tribunale collegiale, presidente Nava, a latere le colleghe Rillosi e Carandante) dove è imputato nel processo per violenza sessuale.

I fatti risalgono al gennaio del 2023, al Vibe, locale di Treviolo. La vittima una ragazza, oggi maggiorenne, che all’epoca dei fatti aveva 15 anni. Al pm Angeleri ieri mattina, ha raccontato essere stata presa da uno dei bodyguard del cantante mentre era con i suoi amici e portata nel camerino del musicista insieme a un’altra ragazza.

Era la notte tra il 6 e il 7 gennaio del 2023, poco dopo l’esibizione del trapper nel locale in cui la ragazza, con alcuni amici, stava festeggiando un compleanno. Al termine del concerto - ha raccontato la giovane - "il trapper mi ha chiesto se volessi fare "after" insieme a lui, ma ho risposto di no. Poco dopo mi è stato proposto di andare nel suo camerino", una richiesta a cui la ragazza ha confermato di aver risposto in modo vago. Dopo aver dichiarato la propria età, il bodyguard avrebbe commentato con l’espressione "carne fresca". Secondo quanto ricostruito davanti alla pm il trapper si sarebbe avvicinato a lei toccandole il fondoschiena e stringendolo per alcuni istanti.

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A quel punto la 15enne avrebbe tentato di uscire dal camerino, ma sarebbe stata fermata dal bodyguard, che le avrebbe permesso di andare via solo dopo aver salutato l’artista con un bacio sulla guancia, su sua richiesta. Nei giorni successivi, alcune foto pubblicate sui social dal trapper avrebbero scatenato numerosi commenti, coinvolgendo negativamente sia lei sia l’altra ragazza presente negli scatti.

L’imputato respinge ogni accusa. Attraverso i suoi legali ha proposto un risarcimento di 2.500 euro: una compensazione per il danno morale derivante dai commenti online. "Trattasi di accusa relativa ad un presunto fugace palpeggiamento, che sarebbe avvenuto all’interno del piccolo camerino del locale dove si era esibito l’artista e dove era presente buona parte dello staff e la compagna di allora – si legge in una nota diffusa dagli avvocati Migale, Tarquini e Fontana -. Accusa che l’artista rigetta nel modo più fermo. In realtà, come emerso dall’udienza odierna, alla base della denuncia vi è soprattutto il malessere della persona offesa conseguente alla pubblicazione sui social di foto che la ritraevano, seppur di spalle, all’interno del camerino".

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