Ritrova un libretto di risparmio del 1963 con mille lire: “Valgono 50mila euro, avvio la pratica per il rimborso”
Il salvadanaio, antenato dei libretti di risparmio
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Margno (Lecco), 10 marzo 2026 – Mille lire, depositate il 25 ottobre 1963 su un libretto al portatore della Cassa di risparmio di Trieste. Ora quelle mille lire varrebbero 50mila euro.
A ritrovare il libretto perduto è stato Umberto Libassi, un attore di teatro di 72 anni originario di Margno. Era nascosto in un baule da attori, ereditato dai genitori e custodito in un deposito. Dentro c'erano testi teatrali, documenti, fogli privati, scartoffie di ogni sorta e, lì, in fondo, in mezzo a tutte quelle carte, il libretto di deposito a risparmio nominativo numero 5249 della Cassa di risparmio di Trieste dell'agenzia n. 9 di via Montorisino 3.
Il libretto è stato intestato a lui, verosimilmente dai genitori, ma Umberto non lo sapeva. Il barile, con il suo "tesoro”, è rimasto custodito a lungo in un deposito. “Di recente, durante il trasloco me lo sono portato a casa, lo ha aperto e ha trovato il libretto”, racconta Umberto, che adesso abita a Valbrenta, in provincia di Vicenza, in Veneto.
La scoperta risale all'anno scorso, ma Umberto ha poi dovuto affrontare la grave malattia della moglie che è mancata alcuni mesi fa e quindi non si è più occupato della pratica.
Adesso Umberto vorrebbe riscuotere i soldi. Per farlo si è rivolto e affidato all'avvocato Stefano Rossi di Associazione Italia di Roma. “Il libretto è stato stimato da un nostro consulente che ha valutato un rimborso, con il favore degli interessi legali, della rivalutazione e della capitalizzazione, dalla data di emissione a quella del ritrovamento, di una cifra pari a circa 50mila euro”, spiega l'avvocato.
La Cassa di risparmio di Trieste non esiste più. Secondo il legale però devono pagare Unicredit, che ha assorbito il vecchio istituto di credito triestino, e, in solido, il ministero dell'Economia.
La prescrizione decennale del diritto al rimborso non dovrebbe essere intervenuta: “Il giorno di decorrenza della prescrizione comincia a decorrere dalla data del ritrovamento del titolo stesso – sostiene l'avvocato Stefano Rossi -. Non potrebbe essere diversamente, visto che l'interessato prima di tale data ignorava l'esistenza del credito”.
In Italia ci sono circa 10 milioni di titoli di credito "antichi" tra buoni postali, libretti bancari, Bot, non riscossi ed ancora riscuotibili.
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