I “j’accuse“ del cinema. Film che cambiano la storia. Quante voci oltre Hind Rajab
L’Idf indaga sull’omicidio della piccola a Gaza nel 2024, raccontato da Ben Hania. Da “Processo per stupro“ al “Caso Spotlight“: la potenza delle opere di denuncia.
Perfino uno dei suoi inventori, Louis Lumière, s’arrischiò a definirlo il cinema "un’invenzione senza futuro". Un secolo dopo sembra aver avuto ragione Jean-Luc Godard: "La verità ventiquattro volte al secondo". Il 19 agosto l’Idf ha chiesto l’avvio di un’indagine sull’attacco che a Gaza, nel 2024, uccise una bambina di cinque anni insieme ai suoi familiari e a due soccorritori della Mezzaluna Rossa.
Alla regista tunisina Kaouther Ben Hania, con La voce di Hind Rajab (2025), va il merito di aver riportato alle cronache quella vicenda: la voce originale della bambina mentre chiedeva aiuto. Leone d’argento a Venezia e poi candidato agli Oscar come miglior film internazionale nel 2026, il film sollevò anche polemiche per la presunta spettacolarizzazione del dolore. Una chiamata registrata, la morte di Hind in diretta, crivellata dai colpi delle forze israeliane mentre giaceva tra i corpi dei familiari: dal cinema alla cronaca e dalla cronaca al cinema. Comunicazione e scambio costante, tanto che La voce di Hind Rajab è l’ultimo esempio di una lunga lista.
Prendiamo l’Italia. Nel 1979 Tina Lagostena Bassi,........
