La sicurezza come forma di governo: la torsione della democrazia
Articolo: I 7 Stati in bilico alle elezioni di Midterm, dall’Alaska al Texas: la mappa delle sfide decisive
Articolo: Marco Simoni: “Evitare altri casi Telecom. Competenze e capitali a rischio, salviamo i settori strategici”
Articolo: Trump può davvero ribaltare i sondaggi sulle Midterm?
Milano – L’approccio della presidenza Trump alla sicurezza nazionale pare assai indicativo, giacché impatta in termini rilevanti tanto sulla forma di Stato quanto su quella di governo e pertanto offre un’utile punto di osservazione sulla trasformazione in atto della democrazia statunitense. Più nello specifico, la National Security Strategy (NSS)2025 – adottata sulla base di una legge del 1986 e trasmessa lo scorso dicembre al Congresso per illustrare la strategia di sicurezza nazionale dell’Esecutivo – svolge una funzione di agenda setting presidenziale in materia appunto di sicurezza.
In particolare, la NSS “perimetra” ciò che rientra nell’ambito della sicurezza nazionale, ovverosia: individua le minacce, stabilisce le priorità e le relative modalità di intervento e, soprattutto, fornisce il quadro di “legittimazione” per l’adozione dei conseguenti atti giuridici, tra cui i ben noti executive orders. Orbene, il tratto distintivo della NSS 2025 è la marcata impostazione ideologica, accentuata dalla retorica propagandistica, che emerge........
