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Le navi 'zombie' che a Hormuz beffano il blocco Usa. “Con lo spoofing monitorare lo stretto è diventato un incubo”

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15.04.2026

Un nuovo murale a Teheran riferito allo Stretto di Hormuz (Ansa)

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Teheran, 15 aprile 2026 – La guerra nello Stretto di Hormuz continua, non solo su un terreno concreto ma anche su uno fatto di segnali digitali contraffatti e manovre elusive, mentre il blocco navale imposto dagli Stati Uniti entra nella sua fase più calda. Secondo quanto riportato dal New York Times, le navi collegate all'Iran stanno ricorrendo massicciamente allo spoofing – la falsificazione dell'identità cyber – e ad altre tattiche di tracciamento ingannevoli per eludere la sorveglianza del Comando centrale statunitense (Centcom).

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Questa strategia di ‘oscuramento’ prevede che le imbarcazioni spengano i propri transponder o trasmettano dati di identificazione falsi per evitare di essere individuate dai radar della coalizione. Ami Daniel, amministratore delegato della società di intelligence marittima Windward, ha confermato al giornale che si sta assistendo all'uso sistematico di identificativi ‘zombie’ o casuali. Si tratta di tecniche già collaudate in passato dalla Russia per aggirare le sanzioni, ma che oggi, applicate al blocco dei porti iraniani iniziato il 13 aprile, aumentano drasticamente l'incertezza e il rischio di collisioni o errori di identificazione in una delle vie navigabili più trafficate al mondo.

La versione di Teheran e le superpetroliere che sfidano Trump

Nonostante il Pentagono dichiari ufficialmente che nessuna imbarcazione abbia forzato il blocco, arrivando a intercettare due petroliere che tentavano di lasciare l'Iran martedì scorso, la versione di Teheran è diametralmente opposta. Come riportato da The Cradle, i media iraniani sostengono che diverse unità sanzionate abbiano transitato nello stretto "senza alcun disturbo". In particolare, l'agenzia Fars ha riferito che una superpetroliera Vlcc, capace di trasportare due milioni di barili di greggio e inclusa nella lista nera degli Stati Uniti, sarebbe entrata nelle acque iraniane con il sistema di posizionamento acceso, sfidando apertamente "le minacce del terrorismo militare statunitense". Oltre al greggio, anche una nave rinfusa carica di forniture alimentari avrebbe raggiunto il porto di Imam Khomeini nel Golfo Persico, bypassando i pattugliamenti.

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“Il monitoraggio è diventato un incubo logistico”

La discrepanza tra le versioni ufficiali è totale. Se il Centcom afferma che sei navi mercantili hanno obbedito agli ordini radio di tornare indietro, esperti indipendenti citati dal New York Times confermano che il monitoraggio è diventato un incubo logistico. Alcune navi collegate all'Iran, come la Rich Starry, sembrano aver risposto alle direttive statunitensi invertendo la rotta, mentre per altre, come la Elpis, si sono perse le tracce dopo che sono risultate offline martedì.

Nel frattempo, la comunità internazionale osserva con preoccupazione. Il governo cinese ha definito il blocco "pericoloso e irresponsabile", temendo che possa minare il già fragile cessate il fuoco. In questo contesto di altissima tensione, si inserisce l'iniziativa diplomatica europea.

Il vertice militare tecnico a Parigi

A Parigi è stato organizzato un vertice militare tecnico, con la partecipazione anche dell'Italia, per pianificare un eventuale intervento di sminamento dello Stretto di Hormuz. L'obiettivo è ripristinare la libertà di navigazione per il commercio energetico globale, attraverso cui transita il 20% del petrolio mondiale, una volta che le ostilità tra Washington e Teheran saranno cessate. Venerdì, il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer discuteranno a livello politico una strategia condivisa per garantire la sicurezza nell'area, mentre le compagnie di navigazione private chiedono disperatamente garanzie: "Abbiamo bisogno di sapere: è sicuro? Le mine sono state rimosse? Dobbiamo aspettarci attacchi dall'Iran?". Domande che, al momento, restano senza una risposta certa tra il caos di Donald Trump e il muro eretto da Teheran.

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