L'Ungheria sequestra due blindati di una banca ucraina con 82 milioni di dollari: “Riciclaggio”. Kiev nega. Tensione sempre più alta
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Kiev, 6 marzo 2026 – La tensione diplomatica tra Kiev e Budapest ha raggiunto un nuovo e pericoloso picco, trasformandosi in quello che le autorità ucraine definiscono un vero e proprio atto di "banditismo di Stato". Il cuore della disputa riguarda il sequestro, avvenuto venerdì in Ungheria, di due veicoli blindati della banca statale ucraina Oschadbank, carichi di una cifra colossale: circa 82 milioni di dollari in contanti e oro.
Come riportato da Bbc News, il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha lanciato accuse pesantissime, affermando che l'Ungheria starebbe "prendendo in ostaggio" i sette dipendenti bancari che stavano trasportando i valori dall'Austria verso l'Ucraina. Sybiha non ha usato mezzi termini nel descrivere l'accaduto su X (ex Twitter): "In realtà, stiamo parlando dell'Ungheria che prende ostaggi e ruba denaro. Questo è terrorismo di Stato e racket". Kiev sostiene che il carico fosse stato regolarmente sdoganato secondo le procedure internazionali e facesse parte di un accordo legittimo tra la Oschadbank e la Raiffeisen Bank austriaca.
Sul fronte opposto, la replica di Budapest è stata gelida e carica di sospetti. Il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto ha giustificato l'intervento delle forze speciali antiterrorismo e dell'amministrazione doganale (Nav) parlando di una colossale operazione contro il riciclaggio di denaro. Szijjártó ha sollevato dubbi sulla natura stessa del trasporto, chiedendosi pubblicamente: "Se si trattasse davvero di una transazione tra banche, allora sorge spontanea la domanda: perché non viene gestita tramite bonifico e perché una quantità così enorme di denaro contante debba passare attraverso l'Ungheria?". Secondo Budapest, da gennaio sarebbero transitati sul suolo magiaro oltre 900 milioni di dollari e 420 milioni di euro in contanti, cifre che il governo di Viktor Orbán sospetta possano essere legate alla cosiddetta "mafia di guerra ucraina" e a frange dei servizi segreti di Kiev.
La situazione sul terreno è critica. La banca ucraina ha riferito che il segnale Gps dei veicoli indica che si trovano ora nei pressi di un edificio dei servizi di sicurezza ungheresi a Budapest. Tra i sette arrestati figurerebbe anche un ex generale dell'intelligence ucraina. In risposta, il ministero degli Esteri di Kiev ha diramato un'allerta ufficiale ai propri cittadini: "Il ministero degli Affari Esteri raccomanda ai cittadini ucraini di astenersi dal recarsi in Ungheria, data l'impossibilità di garantire la loro sicurezza a causa delle azioni arbitrarie delle autorità ungheresi".
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Questo scontro finanziario non nasce nel vuoto. Secondo Bbc News, il braccio di ferro si inserisce nel contesto di una grave disputa energetica riguardante l'oleodotto Druzhba. L'Ungheria accusa l'Ucraina di bloccare deliberatamente il flusso di petrolio russo verso Budapest e la Slovacchia per motivi politici. Il premier Viktor Orban, che deve affrontare un'impegnativa sfida elettorale il prossimo 12 aprile, ha reagito con forza, bloccando nuovi prestiti dell'Unione europea all'Ucraina e minacciando di interrompere i transiti vitali per Kiev. In un'intervista alla radio di Stato, il premier magiaro ha dichiarato: "Abbiamo interrotto le esportazioni di diesel verso l'Ucraina, manteniamo ancora le esportazioni di energia, e fermeremo le spedizioni di transito che passano attraverso l'Ungheria che sono importanti per l'Ucraina finché non otterremo l'approvazione dell'Ucraina per le spedizioni di petrolio".
Come sottolineato dai giornalisti britannici, Kiev nega ogni accusa di ricatto energetico, sostenendo di aver bisogno di tempo per riparare i danni causati alle infrastrutture da un attacco di droni russi avvenuto a fine gennaio. Tuttavia, il sequestro dei fondi e degli impiegati bancari sembra aver spostato il conflitto su un piano di scontro frontale che ora attende il giudizio dell'Unione Europea, a cui l'Ucraina ha chiesto di fornire una "chiara qualificazione delle azioni illegali dell'Ungheria".
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