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Il ‘siero della verità’ iniettato al vigilantes ucraino. Pesanti ombre sugli 007 di Orbàn: “Metodi russi”

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20.03.2026

L'istituto di credito statale ucraino Oschadbank (Afp)

Articolo: L'Ungheria sequestra due blindati di una banca ucraina con 82 milioni di dollari: “Riciclaggio”. Kiev nega. Tensione sempre più alta

Budapest, 20 marzo 2026 – Il caso del sequestro di fondi ucraini in Ungheria si arricchisce di un secondo , inquietante, capitolo: secondo quanto rivelato dal Guardian, fonti della sicurezza di Kiev accusano apertamente le autorità di Budapest di aver somministrato un'“iniezione forzata” a uno dei sette dipendenti dell’ucraina Oschadbank presi in ostaggio durante il drammatico blitz dello scorso 5 marzo. L'episodio solleva ombre pesantissime sulla condotta delle forze di sicurezza magiare, proprio mentre la tensione tra i due Paesi confinanti si avvicina a un punto di rottura.

Il blitz dei blindati ucraini

L'operazione, condotta dalle forze speciali antiterrorismo ungheresi, aveva portato al blocco di due furgoni blindati che trasportavano lingotti d'oro e decine di milioni di euro e dollari in contanti. Mentre il governo di Viktor Orban continua a sostenere, senza fornire prove dettagliate, che si trattasse di denaro sporco destinato alla "mafia di guerra ucraina", le testimonianze raccolte delineano un trattamento detentivo durissimo. I sette uomini sarebbero stati tenuti per oltre ventiquattro ore, bendati e ammanettati, prima di essere espulsi verso il confine. In questo lasso di tempo, a un ex dipendente del servizio di sicurezza ucraino, affetto da diabete e bisognoso di cure costanti, sarebbe stata praticata un'iniezione contro la sua espressa volontà.

Il siero della verità in stile Kgb 

Le fonti di Kiev sospettano che il farmaco iniettato fosse un rilassante muscolare mirato a indurre uno stato di sottomissione psicologica, rendendo il soggetto più propenso a parlare durante gli interrogatori. Uno degli informatori ha descritto la procedura come “un metodo in stile russo” che richiama i cosiddetti ‘sieri della verità’ utilizzati dall'intelligence di Mosca nei decenni passati. L’iniezione avrebbe però causato all'uomo, già debilitato, una grave crisi ipertensiva e la perdita di conoscenza. L'avvocato ungherese dei dipendenti bancari, Lorant Horvath, ha confermato ufficialmente che "un individuo ha ricevuto un'iniezione di contenuto ignoto nonostante le sue obiezioni", aggiungendo che l'assistenza medica è stata fornita solo dopo lo svenimento.

Dubbi imbarazzanti sugli 007 magiari

Il clima politico attorno alla vicenda è incandescente, complice l'imminente tornata elettorale in Ungheria prevista per il 12 aprile. Orban, considerato il leader più filorusso dell'Unione Europea, starebbe strumentalizzando il caso per dipingere l'Ucraina come una minaccia alla sicurezza nazionale e un "buco nero" di corruzione. Tuttavia, emergono dubbi imbarazzanti sulla professionalità dell'intelligence di Budapest: fonti interne alla polizia ungherese hanno rivelato che gli agenti non erano a conoscenza della presenza di localizzatori Gps sui veicoli blindati. “Non tutti al TEK erano contenti di doverla condurre – riporta una fonte citata dal Guardian – Hanno capito che gli ucraini sapevano dove erano tenuti gli uomini solo quando l'hanno sentito al telegiornale”. 

Mentre la Oschadbank ha presentato una denuncia penale per abuso d'ufficio e chiede la restituzione dei fondi ancora sequestrati, le motivazioni del blocco appaiono sempre più legate a una ritorsione geopolitica. János Lazar, ministro dei trasporti e stretto alleato di Orban, ha infatti suggerito che il denaro non verrà restituito finché Kiev non cederà sulle forniture di gas russo: "Se ci ricattano non restituiremo i soldi. Per ora, il denaro resta qui".

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