"La Russia potrebbe occupare un'isola nel Baltico": la Difesa svedese lancia l'allarme
Capo di Stato maggiore della Difesa svedese Michael Claesson insieme ad Alexus G Grynkewich, comandante del Comando europeo degli Stati Uniti (Ansa)
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Stoccolma, 21 aprile 2026 – Il generale Michael Claesson, Capo di Stato maggiore della Difesa svedese ha lanciato un allarme durante un'intervista al Times: la Russia sarebbe potenzialmente in grado di occupare una delle migliaia di isole della regione "in qualsiasi momento". Non si tratterebbe necessariamente di un'invasione su vasta scala, quanto piuttosto di una mossa tattica mirata a testare la coesione e la prontezza della Nato in un momento di estrema incertezza politica.
Secondo Claesson, l'obiettivo del Cremlino sarebbe quello di "esporre le divisioni nell'alleanza", sfruttando il clima di ambiguità generato dalle posizioni del presidente statunitense Donald Trump. Come evidenziato dal Mirror, Trump ha recentemente rincarato la dose durante un evento in Arizona, affermando che gli Stati Uniti devono "fare affidamento su se stessi" e criticando gli alleati europei per quello che ritiene un sostegno insufficiente nel conflitto con l'Iran.
Questa retorica di disimpegno americano incoraggerebbe dunque Mosca a tentare quella che Claesson definisce un’"avventura" per vedere se, di fronte all'occupazione di un piccolo lembo di terra baltica, seppur irrilevante, verrebbe effettivamente attivato l'Articolo 5 della Nato – che implica la risposta militare dell'intera Alleanza – o se prevarrebbe lo stallo politico.
La geografia del Baltico offre alla Russia un ventaglio di opzioni quasi infinito. Sebbene le esercitazioni della Nato si concentrino solitamente sulla difesa di snodi strategici come Gotland (Svezia), Bornholm (Danimarca) o le estoni Hiiumaa e Saaremaa, Claesson ha ricordato che esistono circa 400mila isole nell'area. "Basta lanciare un segnale e aspettare di vedere cosa potrebbe accadere sul piano politico", ha spiegato il generale, sottolineando che anche la cattura di un'isola minore e disabitata potrebbe essere sufficiente a scatenare una crisi di credibilità per l'Alleanza.
La tensione non è solo teorica, ma si manifesta quotidianamente nei cieli e sulle rotte marittime. Proprio questa settimana, come riportato dal Kyiv Post, l'aviazione svedese ha intercettato due bombardieri strategici russi Tu-22M3 scortati da caccia mentre sorvolavano il Baltico, passando tra la Svezia e i Paesi Baltici per poi dirigersi verso Bornholm. D’altronde non è un segreto che l’attività militare russa nella regione sia sempre più assertiva, includendo tra le altre azioni il monitoraggio costante da parte di aerei spia Il-38 e Tu-142 anche nelle zone di competenza norvegese.
La Svezia, intanto, si sta preparando a ogni eventualità. Il generale Claesson ha ribadito la necessità di mantenere una presenza costante e deterrente nelle aree più sensibili del Nord Europa, sottolineando che a suo avviso la Russia dispone della capacità di espandere il conflitto e che potrebbe decidere di spostare truppe e risorse verso i confini dell'Alleanza non appena il fronte ucraino lo permetterà. E a quel punto la Nato sarà costretta a giocarsi la propria reputazione, anche per una remota e disabitata isola del Baltico.
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