Al cinema Cime tempestose. O noiose, nonostante l’impegno
La regia di Emerald Fennell si sforza in una tensione estetica continua. E anche Jacob Elordi e Margot Robbie si danno perdutamente ma… eros e chimica son smarriti nella brughiera
«Non lasciarmi in questo abisso in cui non riesco a trovarti». Eccoli, i due amanti dannati della letteratura inglese, Heathcliff e Cathy, strettamente cinti da lacciuoli sociali e dalla loro passione totalizzante e ossessiva. Eccoli, Jacob Elordi e Margot Robbie nella sfida di portare Cime tempestose di Emily Brontë al cinema (dal 12 febbraio nelle sale italiane, distribuito da Warner Bros. Pictures).
Dall’inizio alla fine, i due attori si spendono con devozione e trasporto alla causa, tesi in un costante sforzo interpretativo. Come loro, la regista, sceneggiatrice e produttrice Emerald Fennell si sforza ancor di più. Ma impegno non fa rima con eros. E sul finale, da spettatori si freme irrequieti e annoiati sulla poltroncina: quando i titoli di coda scorrono, dopo 2 ore e 16 minuti,........
