Airbus rilancia sul caccia di sesta generazione: proposta a due velivoli per salvare il programma Fcas
Dopo l’affondo del cancelliere Merz, che ha dichiarato morto lo FCAS, da Tolosa arriva una proposta velata; costruire due sistemi indipendenti o unirsi a quello di Regno Unito, Italia e Giappone. Il nodo è arrivato al pettine: a Francia e Germania servono due aerei diversi
Airbus non vuole perdere l’occasione di sviluppare un caccia di sesta generazione e sarebbe disponibile a rientrare nel progetto con una soluzione “a due aeromobili”. L’intento del colosso aeronautico di Tolosa sarebbe non dover rinunciare al futuro sistema di combattimento aereo sul quale, finora, Francia, Germania e Spagna stavano discutendo e che ora rischia di essere chiuso.
Non è soltanto una questione di soldi, quelli che riceverebbe Airbus per questo progetto, c’è anche la tecnologia da sviluppare e poi poter rivendere nelle esportazioni, quindi l’occasione di fare un salto in avanti e portarsi al pari di altre grandi aziende come la statunitense Lockheed Martin.
Lo stallo tra Airbus e Dassault
Di tale intenzione ne ha parlato l’amministratore delegato del gruppo europeo, Guillaume Faury, poiché i lavori sul caccia di nuova generazione sono oggi in stallo a causa dei mancati accordi tra Airbus e Dassault Aviation.
Faury sa bene che il programma Future Combat Air System (Fcas) si trova innanzi a un bivio e lo ha ribadito alla conferenza stampa sui risultati annuali di Airbus tenutasi giovedì 19 febbraio a Tolosa.
La realtà è che lo Fcas stava nascendo senza avere chiaro a che cosa avrebbe dovuto servire esattamente. Quando nasce........
