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Morbillo, muore un bambino a New York: contagi in aumento in Italia, chi rischia di più e quali sintomi riconoscere

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03.11.2026

Primo decesso per morbillo a New York dopo oltre 30 anni. In Italia aumentano i contagi, soprattutto tra i giovani adulti non vaccinati. I sintomi e i rischi

Un bambino morto nello Stato di New York, il primo decesso associato al morbillo registrato nel territorio da oltre trent’anni, e una malattia che, nonostante decenni di campagne vaccinali, continua a circolare e a provocare conseguenze anche gravissime. La notizia arriva dagli Stati Uniti, ma riaccende un allarme che riguarda anche l’Italia, dove i contagi sono tornati ad aumentare e dove, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, a essere particolarmente coinvolti non sono soltanto i bambini, ma anche i giovani adulti tra i 15 e i 39 anni, molti dei quali non vaccinati.

La morte del piccolo, avvenuta nella contea di Lewis, nella parte settentrionale dello Stato di New York, è stata confermata il 2 novembre dalle autorità sanitarie locali, che non hanno diffuso ulteriori dettagli sulle sue condizioni cliniche o sullo stato vaccinale, chiedendo di rispettare la privacy della famiglia. Un episodio che assume un significato ancora più preoccupante alla luce della situazione epidemiologica americana: secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), al 29 ottobre 2026 gli Stati Uniti avevano già registrato 4.852 casi confermati di morbillo, più del doppio dei 2.289 segnalati nell’intero 2025.

Morbillo, cosa è successo a New York e perché torna l’allarme

Per comprendere la portata della notizia bisogna tornare al 2000, quando gli Stati Uniti dichiararono eliminata la trasmissione endemica del morbillo, un risultato ottenuto grazie a campagne vaccinali diffuse e a un sistema di sorveglianza sanitaria particolarmente efficace. Eliminazione, tuttavia, non significa scomparsa definitiva del virus: la malattia può essere reintrodotta attraverso persone contagiate all’estero e ricominciare a diffondersi quando incontra comunità con una copertura vaccinale insufficiente.

È proprio questo uno degli aspetti che preoccupa maggiormente le autorità sanitarie. Negli Stati Uniti la percentuale di bambini vaccinati contro morbillo, parotite e rosolia è passata dal 95,2% nell’anno scolastico 2019-2020 al 92,4% nel 2025-2026, scendendo sotto quella soglia del 95% considerata fondamentale per limitare la circolazione di un virus estremamente contagioso.

Nello Stato di New York, dove al 24 ottobre erano stati segnalati 178 casi dall’inizio dell’anno, la governatrice Kathy Hochul aveva già dichiarato lo stato di emergenza sanitaria all’inizio di ottobre, introducendo misure straordinarie per favorire la somministrazione dei vaccini e contenere i focolai. La morte del bambino ha riportato l’attenzione sulle conseguenze di una malattia spesso percepita come un’infezione infantile ormai........

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