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Il partito del no sconfitto dalle Olimpiadi di Milano Cortina

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28.02.2026

Dalle critiche preventive sugli effetti ambientali e sui costi ai risultati economici e sportivi: il caso Milano Cortina riapre il confronto sul ruolo del fronte contrario alle grandi opere e agli eventi internazionali.

Mi è capitata tra le mani una copia di Internazionale, settimanale che ripubblica articoli usciti sulla stampa estera. La copertina del numero di fine gennaio era dedicata ai giochi invernali, con un titolo perentorio: «L’insostenibile olimpiade». Dentro si potevano leggere due articoli, uno di Deník Referendum, giornale online che si pubblica a Praga ed è di orientamento progressista, l’altro del quotidiano francese Le Monde, storica testata vicina alla sinistra moderata. Entrambi gli articoli erano dedicati agli effetti disastrosi dell’evento sportivo. «Gli abitanti delle località che ospiteranno i Giochi di Milano Cortina non sono stati consultati, le spese sono cresciute e si consumerà molta acqua ed energia per innevare le piste», spiegava la giornalista di Deník Referendum. «Giochi invernali contro il territorio», rincarava la collega di Le Monde: «Cinquecento larici secolari abbattuti a Cortina per far posto alla pista di bob. E il terreno che cede sotto il peso di........

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