Il cortocircuito di Marco Travaglio, la magistratura va bene solo se gli dà ragione
Clamoroso scontro a Milano sulla grazia a Nicole Minetti: il direttore del Fatto Quotidiano attacca la Procura Generale e annuncia querele.
Ragazzi, che show. Era dai tempi di «Che fai, mi cacci?» che non ne vedevo uno così acceso fra persone che in teoria giocano nella stessa squadra. Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi indossavano la maglietta del Pdl, ma in quel lontano aprile del 2010 si rivelarono in diretta tv nemici giurati.
Adesso a spiare i contendenti non c’è l’occhio della televisione, ma lo scontro è comunque pubblico, con tanto di minaccia di finire in tribunale. Marco Travaglio e Il Fatto quotidiano da una parte, Francesca Nanni e la Procura generale della Corte d’appello di Milano dall’altra. Una lite violenta, cominciata – guarda caso – da un risvolto di uno dei tanti processi a carico di Silvio Berlusconi. Sembra di vederlo, il Cavaliere, che da lassù se la ride, guardando uno dei suoi più acerrimi accusatori, l’ex Torquemada al servizio pubblico di Michele Santoro, che duella con uno dei magistrati gerarchicamente più in vista del tribunale lombardo, annunciando carte bollate e querela per diffamazione.
Il cortocircuito di Marco Travaglio: la magistratura va bene solo se gli dà ragione
Memorabile, l’una che con linguaggio para giuridico dà all’altro del venditore di frottole, l’altro che risponde accusando il magistrato di non sapere fare le indagini e........
