Me contro Te, dietro i sorrisi ai bimbi un impero commerciale:il business di Lui e Sofi finisce in tribunale
Il caso Me contro Te riaccende il dibattito sulla tutela dei più piccoli: sotto accusa la pubblicità, gli inviti all’acquisto e la gestione dei dati personali
A cinque anni puoi credere che i tuoi personaggi preferiti siano davvero tuoi amici, che i loro consigli siano sempre disinteressati e che comprare lo zaino, il diario o il giocattolo con la loro faccia sia un modo per sentirti parte del loro mondo. A cinque anni non sai che cosa sia un link di affiliazione, non conosci la differenza tra una raccomandazione spontanea e un messaggio pubblicitario e, soprattutto, non hai gli strumenti per riconoscere quando qualcuno sta cercando di venderti qualcosa. È su questa distanza, quella che separa la fiducia di un bambino dalla consapevolezza commerciale di un adulto, che si apre il nuovo caso dei Me contro Te, la coppia di creator siciliani che ha trasformato video, canzoni e giochi in un universo imprenditoriale capace di accompagnare milioni di giovanissimi spettatori dalla cameretta al cinema, dagli scaffali dei negozi fino al matrimonio dei propri beniamini, naturalmente a pagamento.
Adesso il loro impero commerciale deve fare i conti con un ricorso giudiziario che mette al centro proprio quel pubblico di bambini sul quale si fonda gran parte della loro popolarità, mentre il sito ufficiale della coppia è diventato improvvisamente irraggiungibile, lasciando spazio a un messaggio che annuncia interventi tecnici di aggiornamento. Una coincidenza temporale che ha inevitabilmente acceso le domande, anche perché l’iniziativa di Consumerismo No Profit non rappresenta il primo momento in cui il modello di business dei Me contro Te finisce al centro delle polemiche.
Il sito scompare, il ricorso arriva in tribunale
Dal 21 settembre il sito ufficiale di Luigi Calagna e Sofia Scalia, conosciuti dai bambini come Luì e Sofì, risulta temporaneamente offline, con una comunicazione che attribuisce la sospensione a lavori di aggiornamento e ottimizzazione della piattaforma. Pochi giorni prima, il 14 settembre, Consumerismo No Profit aveva depositato presso il Tribunale civile di Palermo un’azione inibitoria contro Me Contro Te S.r.l., la società che gestisce il marchio dei due creator, contestando alcune pratiche commerciali rivolte ai minori e chiedendo alla magistratura di intervenire.
È importante chiarire che, allo stato delle informazioni disponibili, non risulta che la sospensione del sito sia stata ordinata da un giudice né che sia stato dimostrato un collegamento causale tra il ricorso e l’interruzione del servizio. La prima udienza è prevista per il 18 dicembre.
Ma che cosa contesta esattamente Consumerismo? Secondo l’associazione, il sito e l’app dei Me contro Te presenterebbero un ambiente di intrattenimento destinato principalmente a bambini e preadolescenti nel quale i contenuti ludici convivono con una sezione commerciale che invita direttamente all’acquisto,........
