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False e-mail dell’Agenzia delle Entrate: la nuova truffa che svuota i conti dei contribuenti

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23.06.2026

Nuove false e-mail dell’Agenzia delle Entrate chiedono dati su cripto-asset e conti correnti: come riconoscere la truffa phishing.

C’è una nuova trappola digitale che corre nelle caselle di posta degli italiani e questa volta non si limita a imitare male il linguaggio burocratico del Fisco. Le false e-mail che sembrano arrivare dall’Agenzia delle Entrate sono diventate più sofisticate, più credibili e soprattutto più insidiose, perché fanno leva su uno dei meccanismi più efficaci della paura contemporanea: il timore di avere un problema con il Fisco.

Con un avviso pubblicato il 22 giugno 2026, l’Agenzia delle Entrate ha segnalato nuove tipologie di comunicazioni fraudolente che utilizzano in modo illecito nome, logo e grafica dell’ente per convincere i destinatari a fornire dati personali, finanziari e patrimoniali. Il tema scelto dai truffatori non è casuale: il possesso di cripto-asset digitali, terreno ancora percepito da molti come complesso, tecnico e potenzialmente rischioso sul piano fiscale.

Il risultato è una truffa costruita per sembrare urgente, ufficiale e inevitabile. Una miscela perfetta per spingere il contribuente a fare esattamente ciò che non dovrebbe mai fare: consegnare spontaneamente informazioni sensibili a soggetti sconosciuti.

False e-mail dell’Agenzia delle Entrate: come funziona la nuova truffa

Le comunicazioni segnalate dall’Agenzia possono avere testi diversi, ma seguono tutte la stessa logica. Il destinatario viene informato di una presunta obbligatorietà legata a una dichiarazione di possesso di cripto-asset digitali. In alcuni casi compaiono anche riferimenti a scadenze imminenti, costruiti appositamente per creare ansia e ridurre il tempo della riflessione.

È il copione classico del phishing, ma aggiornato a una versione più raffinata. Non c’è soltanto una mail generica che invita a cliccare su un link sospetto. C’è una comunicazione che simula il tono istituzionale, che imita l’aspetto delle comunicazioni ufficiali e che prova a far credere alla vittima di trovarsi davanti a una procedura realmente........

© Panorama