Tony, il giovane Anthony Bourdain prima del mito: il film che racconta l’estate che gli cambiò la vita
Dominic Sessa interpreta il futuro chef, scrittore e viaggiatore nel film diretto da Matt Johnson, ambientato a Provincetown nel 1975. Nel cast anche Antonio Banderas, Emilia Jones e Leo Woodall
Prima di Kitchen Confidential, dei programmi televisivi e dei viaggi che lo avrebbero trasformato in una delle voci più riconoscibili della cultura contemporanea, Anthony Bourdain era semplicemente Tony. Aveva 19 anni, aspirava a diventare uno scrittore e non sapeva ancora quale direzione avrebbe preso la sua vita. Nell’estate del 1975 arrivò a Provincetown, sulla punta estrema di Cape Cod, e finì quasi per caso nella cucina caotica di un ristorante di pesce.
È questo preciso momento che Tony, il nuovo film A24 diretto da Matt Johnson, sceglie di raccontare. Non l’intera biografia di Bourdain, dalla giovinezza al successo e alla morte, ma una stagione circoscritta: l’ultimo periodo prima del college, durante il quale il futuro autore e conduttore cominciò a scoprire il mondo delle cucine professionali, il valore del lavoro, la seduzione degli eccessi e la capacità del cibo di mettere in comunicazione persone molto diverse tra loro.
Il film, della durata di 106 minuti, uscirà nelle sale statunitensi il 7 agosto 2026. La documentazione ufficiale di A24 non indica, al momento, una data italiana. Nel ruolo di Bourdain c’è Dominic Sessa, rivelato da The Holdovers, mentre Antonio Banderas interpreta lo chef che lo prende sotto la propria protezione. Emilia Jones è Nancy, la giovane donna destinata ad avere un ruolo fondamentale nella sua vita, e Leo Woodall interpreta Sal, collega e incarnazione della libertà più sregolata. Completano il cast Stavros Halkias, Michael Jibrin, Monica Raymund, Rich Sommer e Dagmara Domińczyk.
Non una biografia, ma la nascita di un’identità
La scelta più interessante di Tony è il rifiuto della struttura tradizionale del biopic. Il film non tenta di riassumere l’intera esistenza di Bourdain né di spiegare retrospettivamente ogni aspetto della sua personalità. Si concentra invece su un ragazzo ancora incompleto: ambizioso e insicuro, intelligente e ferito, arrogante e profondamente incerto sul proprio futuro.
«È una storia di formazione su qualcuno che tutti pensiamo di conoscere, ma che nessuno conosce in questo particolare periodo della sua vita», spiega Matt Johnson. «L’idea consiste nel prendere una singola estate formativa della giovinezza di Anthony Bourdain e nell’ampliare molta della mitologia che conosciamo su di lui e che ha avuto origine proprio in quel piccolo frammento di tempo».
Il punto, dunque, non è mostrare il personaggio pubblico già pienamente formato, ma osservare la nascita di quella figura. Tony è ispirato a eventi reali e ai ricordi dello stesso Bourdain, ma evita deliberatamente di trasformarsi in un catalogo di episodi celebri. Johnson e gli sceneggiatori Todd Bartels e Lou Howe hanno cercato quella che definiscono una verità emotiva: le insicurezze, gli appetiti, i rapporti e le esperienze che avrebbero contribuito a costruire l’uomo conosciuto dal pubblico.
«L’unico Anthony Bourdain che potremo mai conoscere è quello che lui ci ha permesso di conoscere attraverso ciò che ha scritto e ciò che ha creato davanti alla telecamera», osserva Johnson. «Questa storia riguarda il lato privato che ha portato a quella vita così pubblica».
Provincetown, il luogo alla fine della strada
Provincetown non è soltanto lo sfondo della vicenda. La località balneare del Massachusetts diventa il cuore emotivo del film: un territorio di frontiera, affacciato sull’oceano, storicamente frequentato da scrittori, artisti, turisti e persone in cerca di un posto nel quale........
