Nutella compie 62 anni: la storia segreta del barattolo più amato d’Italia
L’Italia celebra il compleanno della crema spalmabile più famosa al mondo. Nata da una geniale intuizione di Michele Ferrero in un dopoguerra a corto di cacao, Nutella ha saputo farsi rito collettivo, fenomeno di costume globale e orgoglio nazionale, fino a fluttuare in assenza di gravità tra le stelle
C’è un filo invisibile, eppure solidissimo e dal profumo inconfondibile, che lega l’Italia timida ma operosa del boom economico agli astronauti della missione spaziale Artemis II. È un filo che sa di casa, di infanzia, di conforto domestico e di un’eccellenza industriale senza pari. Oggi, 20 aprile 2026, si celebrano i sessantadue anni di Nutella, un traguardo che segna la consacrazione definitiva non solo di un prodotto dolciario, ma di un autentico monumento laico dell’immaginario collettivo tricolore. Era infatti una piovosa mattina di aprile del 1964 quando il primo vasetto di vetro uscì dai cancelli dello stabilimento Ferrero di Alba. Da quel preciso istante, la storia del gusto e delle abitudini alimentari di mezzo mondo ha cambiato per sempre traiettoria, inaugurando un’epopea imprenditoriale che non ha mai smesso di stupire.
L’intuizione di Alba e la nascita di un mito dal sapore universale
La genesi di questo capolavoro del gusto affonda le radici nella necessità, trasformata magistralmente in virtù dal pragmatismo sabaudo. Negli anni difficili che seguirono il secondo conflitto mondiale, il cacao era una materia prima rara e costosissima. L’ingrediente principe di Nutella, la nocciola delle Langhe, fu la risposta brillante ed economica a questa carenza. Fu Michele Ferrero a prendere in mano la ricetta della “Supercrema” inventata da suo padre Pietro, a migliorarne tenacemente la formula per renderla vellutata e inconfondibile, e a ribattezzarla con un nome destinato a farsi vocabolario globale. L’intuizione fu quella di unire la parola inglese “Nut”, per sottolineare fin da subito la vocazione internazionale del prodotto, con il suffisso “ella”, dal suono morbido, rotondo, femminile e inequivocabilmente italiano. Un battesimo linguistico perfetto, sostenuto da un’identità visiva che è rimasta orgogliosamente fedele a sé stessa: il nero vigoroso per rimarcare la solidità dell’ingrediente fondamentale e il rosso acceso per sprizzare energia e positività. A completare l’opera, la geniale scelta di commercializzare la crema in tazze e bicchieri di vetro, anticipando di decenni le moderne strategie di marketing legate al riutilizzo casalingo e alla fidelizzazione dei collezionisti.
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