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Il concerto vale il viaggio: da Muse ai Backstreet Boys, le città europee protagoniste del turismo musicale

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16.08.2026

I grandi concerti trasformano Londra, Berlino e Düsseldorf in mete per un city break. Le date da segnare e dove soggiornare spendendo meno

Prima si sceglieva la destinazione e soltanto dopo, una volta prenotati il volo e l’albergo, si cercavano mostre, spettacoli e appuntamenti capaci di riempire il viaggio; oggi, sempre più spesso, quell’ordine viene completamente rovesciato, perché tutto comincia dalla data di un concerto, dalla conquista di un biglietto durante una prevendita e dalla decisione di seguire il proprio artista preferito anche oltre i confini nazionali, trasformando una serata dal vivo nell’occasione per scoprire una nuova città.

È il cosiddetto gig-tripping, una delle espressioni più evidenti del turismo esperienziale contemporaneo, nel quale la musica non rappresenta più soltanto una delle attività da inserire nell’itinerario, ma diventa la ragione stessa della partenza. Nel 2025 i concerti italiani di musica pop, rock e leggera hanno superato quota 40mila, attirando oltre 26 milioni di spettatori e generando ricadute economiche complessive stimate in 4,3 miliardi di euro, insieme a più di 11 milioni di pernottamenti sul territorio nazionale.

Il fenomeno non riguarda soltanto i grandi tour negli stadi, perché coinvolge trasporti, ristorazione, commercio e strutture ricettive, modificando il calendario delle prenotazioni e portando migliaia di persone verso destinazioni che, senza quella specifica data, probabilmente non avrebbero considerato. Gli esempi recenti mostrano la forza economica di questa mobilità: per i concerti milanesi di Taylor Swift, il 77% degli spettatori arrivava da fuori regione e il 30% dall’estero, mentre per gli spettacoli romani di David Gilmour la quota di pubblico proveniente da altre regioni raggiungeva l’83%.

Quando è il biglietto a scegliere la destinazione

Il viaggio costruito attorno a un concerto ha esigenze molto precise, perché generalmente dura pochi giorni, viene organizzato in date non modificabili e deve tenere insieme il costo del biglietto, quello dei collegamenti e il prezzo dell’alloggio, che nelle ore successive all’apertura delle vendite può aumentare rapidamente nelle zone vicine alle arene.

La posizione della struttura diventa quindi decisiva quasi quanto la tariffa: non è sempre necessario dormire accanto alla venue, ma è importante poterla raggiungere con una linea diretta o con pochi cambi, soprattutto al termine dello spettacolo, quando migliaia di spettatori si riversano contemporaneamente sui mezzi pubblici. Camere private per coppie e famiglie, dormitori condivisi per gruppi di amici e viaggiatori soli, reception aperta durante la notte e collegamenti con stazioni e aeroporti sono diventati alcuni dei criteri centrali del concert tourism.

È in questo scenario che a&o Hostels propone un itinerario attraverso Londra, Berlino e Düsseldorf, tre città coinvolte nelle date autunnali dei Muse e dei Backstreet Boys e nelle quali la catena dispone di strutture centrali o collegate alle principali........

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