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Dalle chat di scuola ai vocali infiniti: dieci regole d’oro per gestire WhatsApp in modo sano

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27.05.2026

Nate per semplificare la vita delle famiglie, le conversazioni digitali intorno a classi, sport e attività dei figli sono diventate spesso luoghi di ansia, commento permanente e rumore organizzato

Ogni classe ha la sua chat, anzi ne ha ben più di una. C’è quella ufficiale dei genitori, che dovrebbe servire a ricordare una scadenza, un’uscita didattica, una variazione d’orario, una raccolta di soldi per il regalo alle maestre o ai professori; poi c’è quella parallela per un compleanno, nata per decidere se portare la torta al parco o in ludoteca; poi quella dei pochi, nella quale si commenta ciò che succede nella chat dei molti; poi quella dei rappresentanti, in cui si stabilisce come formulare il messaggio che verrà pubblicato nella chat generale.

Poi ci sono quelle oltre la scuola: quella della squadra di calcio, quella del corso di nuoto, quella del catechismo, quella del gruppo scout, quella del saggio di danza, quella dei genitori che organizzano il passaggio in macchina, quella di chi non vuole più ricevere messaggi nella chat precedente e ne apre un’altra, con il lodevole intento di ridurre il caos, generandone uno nuovo. S

Siamo entrati nell’epoca del contenitore........

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