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Italiani, un popolo di runner. Ma siamo sicuri che correre faccia veramente bene?

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06.06.2026

Mai come oggi strade e parchi sono pieni di podisti. Ma davvero è uno sport per tutti? Oltre al cuore, da monitorare sempre, vanno tenuti d’occhio muscoli, tendini e ossa. Per non farsi male…

C’è chi corre prima dell’alba, chi infila le scarpe in pausa pranzo o di notte, e chi anche in vacanza – magari dall’altra parte del mondo – non rinuncia ai suoi 10 chilometri quotidiani. La corsa non è mai stata così di moda. La prossima maratona di Londra ha polverizzato ogni record con quasi 1 milione e 400 mila richieste di iscrizione: talmente tante che gli organizzatori stanno valutando di distribuirla su due giorni. E mentre il keniano Sebastian Sawe entra nella storia abbattendo il muro delle due ore sui 42 chilometri, e proliferano app e smartwatch che ci spronano a correre sempre più veloce, milioni di amatori inseguono il proprio personale traguardo: dimagrire, sfidare sé stessi o solo stare al passo con una tendenza globale.

Ma siamo davvero fatti per correre? E soprattutto: chi controlla il “motore”, mentre il piede accelera? Perché sbagliando allenamento, o esagerando con i chilometri, rischiamo che il nostro organismo non riesca a tenere il ritmo dell’entusiasmo: il pericolo è quello di trasformare un investimento in benessere in una scorciatoia verso l’ospedale. «L’organismo umano è straordinario, perché possiede una grande capacità di adattamento, che chiamiamo resilienza» dice a Panorama Federico Chiodini, direttore del reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo. «Cuore e polmoni, man mano che l’allenamento procede, migliorano rapidamente. Ma articolazioni, tendini e ossa seguono tempi molto più lenti. Quindi, capita spesso che una persona sedentaria, magari quarantenne, nel giro di poche settimane riesca a passare dallo stare sul divano al correre 7 o 8 chilometri al giorno, e si senta improvvisamente forte e allenata. In realtà il sistema cardiovascolare ha iniziato ad adattarsi, ma il resto........

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