Il business delle statine: cosa si nasconde dietro i nuovi algoritmi del colesterolo
Statine anche ai trentenni? Ecco come il nuovo algoritmo Prevent-ASCVD sta riscrivendo i confini tra sani e malati e l’impatto economico sui pazienti.
Vai a letto sano e ti risvegli malato e, quindi, bisognoso di farmaci. Può accadere perché, dall’altra parte del mondo, negli Stati Uniti, si è deciso – mentre in Italia è notte – di abbassare ulteriormente la soglia di rischio del colesterolo, il valore considerato ideale, il target da raggiungere. E siccome il modo più immediato per ridurlo è ricorrere alle statine (farmaci in uso già dagli anni Ottanta, che agiscono interferendo con un enzima chiave del fegato, responsabile della sintesi del colesterolo), il gioco è fatto: si cambiano le linee guida e il numero di candidati alla cura aumenta.
È quanto accaduto (ancora una volta) poche settimane fa, quando le direttive dell’American college of cardiology e dell’American heart association hanno ampliato le indicazioni al trattamento. L’effetto è che milioni di persone sane sono diventate potenziali pazienti già a partire dall’età giovanile, assottigliando ulteriormente il confine tra tutela della salute pubblica e dinamiche di mercato: se fino a ieri si suggeriva di valutare l’introduzione delle statine quando il rischio di eventi cardiovascolari a dieci anni raggiungeva il valore medio del 7,5%, ora bisogna raccomandarne l’impiego già a partire da un rischio (basso) del 3%.
L’algoritmo Prevent-ASCVD e il nuovo mercato dei pazienti
Una revisione al ribasso suggerita da un nuovo algoritmo chiamato Prevent-ASCVD, che valuta gli individui già a partire dai 30 anni e che negli States, dove circa 40 milioni di persone sono già in trattamento con questi farmaci, potrebbe portare ad aggiungerne almeno altri 25-26 milioni. E poiché spesso alle revisioni statunitensi segue un orientamento analogo in Europa, è prevedibile che presto anche qui da noi sempre più persone, sempre più giovani, si sentano dire che i propri livelli di colesterolo non sono più adeguati.
Nel nostro Paese, ora come ora circa il 15% della popolazione riceve almeno una prescrizione di statine all’anno, mentre tra i 75 e gli 84 anni le prende più della metà degli italiani. Il........
