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Ebola, cosa sta succedendo davvero: sintomi, contagio, vaccini e il rischio reale per l’Italia

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20.05.2026

La nuova epidemia tra Repubblica Democratica del Congo e Uganda ha spinto l’OMS a intervenire. Ma Ebola non è Covid: ecco perché il virus si controlla in modo diverso e cosa dobbiamo aspettarci nelle prossime settiman

Negli ultimi giorni una parola che sembrava appartenere agli archivi delle grandi emergenze sanitarie globali è tornata improvvisamente al centro delle cronache: ebola. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato un’emergenza sanitaria internazionale dopo una nuova recrudescenza del virus tra la Repubblica Democratica del Congo (RDC) e l’Uganda, dove si stanno registrando casi confermati, decessi e segnali di trasmissione transfrontaliera. Si tratta di un livello di allerta molto elevato, lo stesso utilizzato quando un focolaio richiede coordinamento globale, anche se, è bene chiarirlo subito, non significa che ci troviamo davanti a una nuova pandemia.  A riaccendere ulteriormente l’attenzione internazionale è stato soprattutto il caso di un medico americano contagiato durante il lavoro sul campo in Congo, poi evacuato in Germania per cure specialistiche. Le autorità sanitarie statunitensi hanno confermato il caso, sottolineando però che il rischio per la popolazione generale resta basso, pur rafforzando controlli e monitoraggio dei viaggiatori provenienti dalle aree coinvolte. Il focolaio attuale riguarda il Bundibugyo ebolavirus, un ceppo più raro rispetto allo Zaire ebolavirus, responsabile delle grandi epidemie degli ultimi anni. La differenza non è solo tassonomica: il problema è che per questa variante non esistono al momento vaccini approvati né terapie specifiche autorizzate, elemento che rende la gestione più delicata. Secondo i dati più recenti........

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