Cura dei tumori, la svolta. Inizia l’era dei vaccini mRNA personalizzati
Dopo anni di tentativi a vuoto, il nuovo antidoto a mRNA sfida il melanoma e promette di aggredire anche i tumori più duri: rene, vescica e polmone.
Abbiamo provato a curare il cancro con un vaccino molto prima che l’mRNA diventasse la parola magica della medicina. E abbiamo fallito. Per decenni i vaccini terapeutici hanno promesso di insegnare al sistema immunitario a riconoscere il tumore e a sconfiggerlo, ma hanno incontrato una lunga serie di fallimenti clinici, perché il cancro si è dimostrato un avversario formidabile: cambia identità, si nasconde, spegne le nostre difese. Oggi qualcosa sembra essere cambiato, perché per la prima volta nella storia un vaccino personalizzato a mRNA, denominato Intismeran e costruito da Moderna su misura per ogni singolo paziente, ha dimostrato di essere efficace in uno studio di fase III.
Più di due anni fa, nelle stanze degli ospedali di 26 Paesi del mondo, 1.137 pazienti con melanoma ad alto rischio e già operati hanno accettato di sperimentare una terapia “sartoriale” per cercare di evitare metastasi e recidive. «L’allestimento del vaccino parte dal tumore asportato chirurgicamente: il suo Dna viene sequenziato per individuare le mutazioni specifiche di ogni singolo melanoma, i cosiddetti neoantigeni che caratterizzano il profilo genetico del tumore», dice a Panorama Giuseppe Curigliano, ordinario di oncologia medica dell’Università di Milano e vice direttore scientifico dell’Ieo. «Successivamente, un algoritmo bioinformatico identifica quelli più adatti a stimolare il sistema immunitario e costruisce per ciascun paziente un vaccino a mRNA su misura, capace di codificare fino a 34 antigeni. L’obiettivo è educare il sistema immunitario a riconoscere questi bersagli espressi su eventuali cellule micrometastatiche e ad eliminarle, riducendo il rischio che il tumore si ripresenti».
L’algoritmo genetico che arma le difese contro la recidiva
I risultati dello studio INTerpath.001 di cui oggi tutto il mondo parla hanno raggiunto entrambi gli obiettivi, la sopravvivenza libera da recidiva e quella libera da metastasi. Ma perché denominiamo vaccino qualcosa che non previene la malattia, ma la cura?........
