Granchio blu, scatta l’attacco a tenaglia: polpi e cefali arruolati in mare per fermare l’invasione
Nell’Adriatico e nelle lagune la lotta biologica sperimenta predatori naturali contro le specie aliene che devastano la pesca.
Gatto mangia topo, leone mangia gazzella. Fin qui niente di nuovo: è la natura, bellezza. Ma se qualcuno alleva un polpo, lo carica su una motovedetta e lo porta al largo con la missione, più o meno dichiarata, di fare fuori un granchio, allora la catena alimentare comincia ad assomigliare a un’operazione militare.
È quello che sta succedendo nell’Adriatico. A giugno e poi ancora ad agosto, al largo di Cesenatico e di Riccione, sono stati liberati giovani polpi allevati dall’Università di Bologna nell’ambito del progetto Octo-Blu. Il nemico è Callinectes sapidus, il granchio blu americano che negli ultimi anni ha fatto strage di vongole mettendo in difficoltà la pesca e l’acquacoltura. Il polpo, dal canto suo, non sembra impressionato dal curriculum dell’invasore e davanti a un granchio di buona taglia, fa il polpo: lo afferra e se lo mangia. Ora bisogna capire se in mare aperto riuscirà davvero a incidere sulla popolazione del crostaceo alieno dalla fecondità straordinaria: una sola femmina può produrre tra 2 e 3 milioni di uova per ogni singola deposizione. Ma stanno per arrivare i rinforzi.
La manovra a tenaglia tra mare aperto e lagune
Quest’estate, nelle lagune di Sabaudia e Caprolace, i ricercatori hanno osservato che i giovani cefali mangiano le larve del granchio blu. Il piano, insomma, potrebbe prevedere un attacco su due fronti: polpi contro gli adulti, cefali contro i neonati. Una manovra a tenaglia.
La vecchia idea di far combattere una specie contro un’altra ha prodotto alcune delle storie più spettacolari dell’ecologia applicata. Le libellule, per esempio, sono candidate naturali contro le zanzare. Quando le intercettano le divorano, ma il grosso del lavoro lo fanno le larve. Una meta-analisi di 31 studi uscita sul Journal of Animal Ecology ha stimato che una singola larva di libellula può mangiare in media una quarantina di larve di zanzara al giorno.
Poi c’è la vespa samurai, nome da film di Kurosawa per un imenottero lungo pochi millimetri. Nome scientifico........
