menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

L’Italia annega e muore di sete: il paradosso dei miliardi di litri d’acqua sprecati

48 0
08.03.2026

Il governo vuole ridurre i gestori di servizi idrici per creare operatori più grandi capaci di tappare le falle del sistema di distribuzione dell’acqua nello Stivale. Dove, nonostante le abbondanti piogge invernali, la dispersione arriva fino al 40 per cento e gli invasi al Sud sono quasi vuoti.

Invasi gruviera, miliardi di litri d’acqua che finiscono in mare invece di irrigare le campagne arse dal sole, dighe abbandonate o con lavori in corso da oltre un secolo. Poi condutture vetuste che perdono per mancanza di manutenzione, reti idriche interrotte.

È la priorità di ogni governo e ad ogni estate si ripresenta puntuale con l’esplosione della siccità. Ci si chiede come mai dopo un inverno piovoso, anche con nubifragi e esondazioni di fiumi, puntualmente torni l’emergenza acqua.

Il governo Meloni con il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, sembra intenzionato a dare una risposta risolutiva a questa criticità. «Il nostro obiettivo è ridurre il numero dei gestori dei servizi idrici perché ciò significa operatori più robusti, una gestione manageriale in grado fare investimenti e piani d’ammortamento che usi moderni strumenti come la digitalizzazione per far fronte a un sistema idrico che ha perdite per oltre il 40 per cento», ha detto il ministro. Il problema verrebbe affrontato alla radice ovvero sfoltendo quella miriade di realtà locali di gestione del sistema idrico e che finora ha fallito.

Lo scenario nazionale è drammatico. In Sicilia c’è il paradosso dell’incapacità di raccogliere le grandi precipitazioni e di dover svuotare i bacini delle dighe perché non riescono a reggere la pressione dell’acqua oltre una certa soglia. Ma anche le regioni virtuose del Nord-Ovest, che hanno la minore........

© Panorama