Gas, l’incubo ritorna: il Qatar ferma il GNL e l’Europa rischia una nuova stangata in bolletta
Dopo i bombardamenti sugli impianti di Ras Laffan e Mesaieed, il Qatar sospende la produzione di gas liquefatto e i prezzi europei schizzano oltre i 40 euro/MWh. Tra Hormuz bloccato, competizione con l’Asia e fine del gas russo, il continente torna esposto agli shock geopolitici. E il rischio di una nuova crisi energetica si riflette già sulle future bollette di famiglie e imprese.
L’Europa scopre all’improvviso che la guerra in Medio Oriente non è più solo una minaccia astratta alle rotte del gas, ma una ferita aperta sull’offerta globale. Nel giro di poche ore, mentre i missili volano sul Golfo Persico, il Qatar – uno dei pilastri del mercato mondiale del GNL – annuncia lo stop alla produzione dopo i bombardamenti sugli impianti di Ras Laffan e Mesaieed, e le quotazioni del metano in Europa schizzano in alto come non accadeva dal 2022. Non è più soltanto il timore che le metaniere vengano prese di mira nello Stretto di Hormuz: è la principale “fabbrica” di gas liquefatto del pianeta che si ferma, lasciando il sistema energetico europeo appeso ai serbatoi di stoccaggio e alla speranza che l’inverno finisca in fretta.
Il cuore del rischio è ancora una volta geografico. Il Golfo Persico non è solo una gigantesca cisterna di petrolio: è anche uno snodo essenziale per il gas naturale liquefatto, il GNL che oggi alimenta le centrali elettriche europee e compensa il crollo dei flussi russi via tubo. Il Qatar, vicino di casa dell’Iran, è tra i primissimi esportatori mondiali di GNL, e circa un quinto dell’export globale di gas liquefatto passa proprio per Hormuz, lo stretto tratto di mare fra Iran e Oman che collega il Golfo all’Oceano Indiano. Nelle ultime ore, a seguito di attacchi con droni contro gli impianti di Ras Laffan e Mesaieed, la compagnia statale QatarEnergy ha annunciato la sospensione della produzione di gas naturale liquefatto e dei prodotti associati: uno stop che si somma al blocco di fatto del traffico delle metaniere nello Stretto e che amplifica l’allarme sui mercati globali, già esplosi con rialzi fino a oltre il 50% sulle quotazioni all’ingrosso europee. Le metaniere destinate a caricare in Qatar o negli Emirati stanno iniziando a deviare rotta, e il rischio è........
