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Pietrasanta 2026: il Dap Festival celebra 10 anni tra danza e scultura

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19.03.2026

Dal 27 giugno all’11 luglio torna il Dap Festival a Pietrasanta: 14 spettacoli internazionali e danza immersiva al Museo Mitoraj per il decennale.

Il silenzio bianco del marmo di Pietrasanta sta per essere interrotto dal battito ritmico della danza contemporanea. Non è una semplice rassegna, ma un’invasione pacifica che da dieci anni trasforma le piazze, i chiostri e le gallerie della Piccola Atene in un palcoscenico a cielo aperto. Il Dap Festival – Danza in Arte a Pietrasanta, spegne quest’anno dieci candeline, consolidando un matrimonio tra plasticità scultorea e movimento che non ha eguali nel panorama coreutico italiano. Dal 27 giugno all’11 luglio 2026, la città si prepara a diventare il centro di gravità di un dialogo serrato tra l’immobilità della pietra e la fugacità del gesto.

Il traguardo del decennale non è solo un numero, ma il segno di una maturità raggiunta sotto la direzione artistica di Adria Ferrali e quella esecutiva di Sara Tartaglia. Con il patrocinio del Ministero della Cultura e della Regione Toscana, il festival mette in rete 14 spettacoli che portano in Versilia il respiro di tre continenti: Europa, Stati Uniti e Africa. Il cuore di questa edizione batte all’interno del Museo Mitoraj, dove la collaborazione con la Compagnia Bellanda darà vita a una performance immersiva ispirata alla scultura Bocca di Rocca Bianca. È qui che la memoria del maestro polacco incontra il sudore e la tecnica dei danzatori, abbattendo la quarta parete che solitamente separa il visitatore dall’opera d’arte.

Il dialogo tra architettura e gesto artistico

Pietrasanta non è un semplice fondale, ma una componente essenziale della creazione. Se il Chiostro di Sant’Agostino resta la scena storica, l’edizione 2026 segna l’ingresso del Chiostro di San Francesco nel percorso performativo, estendendosi fino al Grande Palcoscenico della Versiliana. Le cosiddette Danze dell’Invasione porteranno i performer ad abitare i luoghi del quotidiano, trasformando l’urbanistica in coreografia vivente. Non mancano i grandi nomi: da Virgilio Sieni a Michele Merola, fino alle eccellenze internazionali provenienti dall’Opéra National de Paris, dal Royal Danish Ballet e dallo Stuttgart Ballet.

Accanto alla dimensione spettacolare, il festival mantiene salda la sua vocazione pedagogica attraverso il Dap College. Si tratta di un incubatore internazionale che attira studenti e accademie da ogni parte del mondo, offrendo borse di studio e trasformando la Versilia in un laboratorio di ricerca permanente. Tra le formazioni presenti, spiccano realtà come lo Spellbound Contemporary Ballet, Equilibrio Dinamico e Opus Ballet, insieme a ensemble provenienti da Francia, Danimarca e Spagna. In questo intreccio tra formazione e palcoscenico, il Dap Festival conferma la sua natura di evento unico, capace di far vibrare il patrimonio architettonico attraverso il linguaggio universale del corpo.


© Panorama