“L’Inter resta favorita ma deve investire. Al calcio italiano serve fantasia”
Le carte all’estate della Serie A (e non solo) fatte da Aldo Serena, apprezzato opinionista della squadra calcio di Sky Sport. Le difficoltà sul mercato, le gerarchie del campionato e la necessità di farsi furbi…
Guai a pensare che osservare, analizzare e raccontare calcio possa aver stancato Aldo Serena. Classe 1960, centravanti di razza nei momenti belli della nostra Serie A e poi apprezzato opinionista. Il suo punto d’osservazione ora è la squadra di Sky Sport di cui fa parte e che gli consente di gettare lo sguardo sul pallone di oggi in Italia e in Europa. Il nostro giardino di casa e quello che ambiamo a riconquistare, per ora senza grandi chance.
Vale ancora la pena raccontarlo, Aldo? “La mia vita è stata ed è il calcio, ho giocato sempre in Italia, ho giocato nelle squadre così più rappresentative, quelle che hanno più scudetti. Io sono coinvolto notevolmente sia sotto il profilo del gioco ma anche sotto il profilo dell’emozione e dell’emotività”. Dunque, vale la pena soprattutto avvicinandoci al via della stagione in mezzo a un’estate che è quella del terzo Mondiale visto dal divano (“esperienza dolorosa”) e delle questioni di politica sportiva. “Io guardo sempre al presente e al futuro con attesa e curiosità e anche facendo il tifo per il nostro movimento”.
Che estate sta vivendo il nostro calcio? A guardare il mercato non godiamo di ottima salute…
“E’ un calciomercato che sembra un po’ dimesso, di chi rimane alla finestra. Le nostre società non hanno la forza per competere con delle corazzate come quelle della Premier League o come il Paris Saint Germain o anche i Real e il Barcellona”.
Dunque, bisogna rassegnarsi e arrendersi?
“Quindi bisogna fare il mercato con giudizio e mi sembra che il calcio italiano sia andato in contro tendenza negli ultimi anni. Siamo riusciti a vincere un’Europa League con l’Atalanta e ad arrivare due volte in finale di Champions League”.
L’idea che si possa sopperire al gap economico con l’intelligenza, la fantasia, un po’ d’intuito, è ancora valida o in un calcio che si sta polarizzando in questa maniera dal punto di vista economico è sempre più un’utopia?
“Non abbiamo alternative in Italia, dobbiamo per forza andare in quella direzione. Quindi........
