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Chi era davvero Michael Jackson

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07.05.2026

il biopic prova a raccontare l’uomo dietro il mito: un artista che ha reinventato la musica senza mai smettere di restare un enigma.

Michael Jackson è il più grande enigma della storia della musica: più si prova a fissarne l’identità, più questa si moltiplica e si contraddice. Ed è proprio questa inclassificabilità, questa impossibilità di chiuderlo in una versione definitiva, che continua ad alimentarne la presenza nella cultura contemporanea. L’uscita del biopic Michael riporta il tema in primo piano rimettendo al cento una figura che, a ogni tentativo di racconto, si sottrae e si espande insieme.Per comprendere Michael Jackson bisogna partire da una matrice tutt’altro che neutra. A Gary, Indiana, sotto la guida del padre Joseph Jackson, il talento non è una scoperta ma una costruzione: disciplina ferrea, controllo ossessivo, paura come metodo. Nei Jackson 5, Michael si forma come performer prima ancora che come individuo. L’infanzia viene compressa, sostituita da una allenamenti ferrei e una pratica continua che producono insieme eccellenza e fragilità. Il biopic insiste proprio su questa fase, privilegiando la metamorfosi più che la cronaca. La crescita di Jackson è raccontata come una trasformazione progressiva: da un’infanzia quasi ovattata, chiusa in spazi protetti e insieme isolanti, a una ricerca sempre più urgente di autonomia. Attorno a lui si muovono figure che aprono varchi nel muro di........

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