Disneyland Paris, siamo stati dietro le quinte di Frozen, tra robot umanoidi e intelligenza artificiale
Viaggio alla scoperta del «ghiaccio eterno» nel nuovo regno di Frozen a Disneyland Paris, alla scoperta degli “animatronics”, i robot dalle movenze e dai volti così umani che ti fanno sentire protagonista del regno di Arendelle.
«Let it go, let it go!». Sarà impossibile non cantare a squarciagola il ritornello della canzone premio Oscar che è diventata l’emblema di Elsa, la regina delle nevi del cartoon Frozen, quando si viene lanciati all’indietro a bordo della barchetta che trasporta i visitatori nella pancia della nuovissima attrazione World of Frozen inaugurata lo scorso 29 marzo a Disneyland Paris.
Panorama non solo l’ha provata, ma è andato a vedere come funziona la tecnologia che rende possibile l’impossibile: quella che muove gli “animatronics”, i pupazzi elettronici che, nel parco a tema, danno corpo e vita ai personaggi visti sul grande schermo. Una volta guadagnata la piazza principale di Arendelle, il villaggio del cartoon ricreato fedelmente in puro stile scandinavo su cui troneggiano la montagna del Nord alta 36 metri e il castello di Elsa, si sale su una barca che porta a vivere nel mondo di Frozen in quella che è un’esperienza al chiuso.
L’ingegneria del brivido: robot che sembrano respirare
Una dopo l’altra prendono vita le scene del film, col pupazzo di neve Olaf che canta e balla, Anna che interagisce col prode Kristoff, le due sorelle che si riappacificano, i Trolls e appunto Elsa che scatena la sua furia di ghiaccio.
Quel che impressiona i visitatori è la sensazione di trovarsi davanti a esseri «quasi senzienti». La magia di questi nuovi........
