Licenziamento via e-mail, la Cassazione cambia tutto: basta un messaggio per perdere il lavoro
La sentenza della Suprema Corte apre alla validità del licenziamento comunicato anche con una semplice e-mail ordinaria. PEC e raccomandata non sono più decisive: cosa cambia ora per i lavoratori
Alzi la mano chi, guardando la scena iniziale de Il Diavolo veste Prada 2, non ha pensato: “Una cosa del genere in Italia non potrebbe mai succedere”. Nel film, Andy Sachs e parte della redazione vengono licenziati con una e-mail collettiva, arrivata sui cellulari di tutti durante una serata di premiazione. Una scena brutale, quasi surreale. Eppure, oggi, quella dinamica è molto meno lontana dalla realtà italiana di quanto si creda. Una recente sentenza della Corte di Cassazione (13731/2026) ha infatti stabilito un principio destinato a far discutere: il licenziamento può essere valido anche se comunicato tramite una semplice e-mail ordinaria, senza PEC e senza raccomandata.
La Cassazione: per il licenziamento conta la forma scritta, non il mezzo utilizzato
Per anni si è dato per scontato che un licenziamento dovesse necessariamente passare attraverso strumenti “ufficiali”: raccomandata con ricevuta di........
