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«Voglio regalare il museo di mio padre alla città»: ma a Remanzacco lo scrigno d'epoca rimane sbarrato

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20.08.2026

È uno scrigno di “memoria meccanica”, un gioiello che cattura il visitatore per entità, qualità e varietà dei pezzi in mostra: il museo di archeologia industriale, di auto e moto d’epoca creato una cinquantina d’anni fa a Remanzacco dal compianto imprenditore Gino Tonutti è un patrimonio che meriterebbe adeguata valorizzazione, circostanza della quale si è detto convinto anche il vicegovernatore con delega alla cultura Mario Anzil, recatosi di recente in visita alla struttura e rimastone «conquistato».

Lo racconta il figlio del fondatore della collezione, Carlo Tonutti, (la segnalazione è arrivata tramite il nostro sito, nella sezione “Noi Messaggero Veneto”, dove i lettori possono inviarci le loro storie o segnalarci le notizie del territorio) che già negli anni scorsi aveva lanciato il suo appello alle istituzioni affinché il patrimonio assemblato dal padre nell’arco di una vita non rimanesse precluso alla vista del pubblico. Lui, infatti, non riesce più a farsi carico delle aperture del capannone adibito a museo e dell’organizzazione di visite guidate: la conseguenza, se nessuno si farà........

© Messaggero Veneto