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Smantellata a Grado una rete di spaccio di droga: un arresto e cinque denunce

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29.04.2026

I carabinieri di Gorizia hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 35enne residente a Grado, che dovrà ora rispondere di ben dodici capi d'imputazione, tra cui la morte quale conseguenza di altro delitto. Altre cinque persone sono state denunciate a piede di libero perché coinvolte a vario titolo.

La misura cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Gorizia, rappresenta l'apice di un’indagine che ha richiesto mesi di impegno da parte dell’Arma sotto la direzione della Procura di Gorizia.

La vicenda è partita da una tragedia avvenuta a Grado a giugno 2024, quando un uomo di 43 anni era stato trovato senza vita all'interno dell'abitazione di un conoscente: i primi rilievi e i successivi esiti degli esami medico-legali e tossicologici avevano tracciato un quadro inequivocabile: il decesso era stato causato da un edema cerebrale e polmonare congestizio, diretta conseguenza di un'assunzione endovenosa di eroina combinata con il consumo di cocaina e alcol.

Quella tragedia non è stata archiviata come un semplice incidente legato alla tossicodipendenza, ma è diventata il motore di un’indagine volta a risalire la filiera dello spaccio. I carabinieri hanno iniziato le indagini concentrandosi in particolare sulla corrispondenza WhatsApp del 43enne nei giorni precedenti il decesso.

È stato proprio lo studio di queste conversazioni a fornire la prima "breccia" nel sistema criminale locale. Dalle chat sono emersi contatti serrati, riferimenti a modalità di acquisto consolidate e un linguaggio criptico ma decifrabile, che puntava dritto verso il trentacinquenne poi arrestato.

L’indagine è durata mesi con l’obiettivo........

© Messaggero Veneto