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Nel monte Canin un “archivio climatico” che racconta la Piccola Era Glaciale

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29.03.2026

Nelle grotte del massiccio del Canin, a oltre duemila metri di quota _ sulle Alpi Giulie occidentali, al confine tra Italia e Slovenia – si nasconde un archivio climatico di rara precisione: un deposito di ghiaccio permanente nato al tramonto della Piccola Era Glaciale, nella finestra climatica in cui il freddo secolare cedeva il passo al riscaldamento che ne è seguito.

Uno studio internazionale pubblicato sul Journal of Glaciology, guidato da Renato R. Colucci, primo ricercatore del Cnr e docente di glaciologia all’Università di Trieste, lo ha datato per la prima volta con una tecnica mai applicata al ghiaccio di grotta.

La grotta di ghiaccio del Monte Leupa, conosciuta dagli speleologi della Commissione Grotte Eugenio Boegan della Società Alpina delle Giulie fin dal 1979, custodisce un blocco di ghiaccio di circa 300 metri cubi su uno spessore medio di tre metri. Combinando quattro metodi di datazione, i ricercatori hanno ottenuto un risultato inatteso: il ghiaccio non si è formato nel momento più rigido della Piccola Era Glaciale, ma........

© Messaggero Veneto