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«Quell’anziana che fissa il mare: ecco vera fotografia del sisma del ‘76»

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12.09.2026

Smarrimento, indeterminatezza, domande. C’è un lato più nascosto del terremoto. Un lato meno roboante della distruzione, meno pungente delle lacrime. Ma altrettanto straziante. Il senso di vuoto che provoca in chi lo vive. La perdita di certezze, di fiducia, di futuro. Questo è senza dubbio accaduto anche alle popolazioni colpite dal terremoto del Friuli.

E non a caso, nell’archivio storico della biblioteca civica di Gemona, c’è una foto che, forse, racconta meglio di ogni altra il significato più profondo del sisma del 1976. È settembre, siamo nei giorni successivi alle scosse dell’11 e del 15.

Una donna di età avanzata è seduta su una terrazza di Lignano. È una delle 40 mila persone arrivate durante l’esodo, che portò le popolazioni terremotate a trascorrere l’inverno a Lignano, Grado e in altre cittadine della costa adriatica. Non sappiamo il suo nome, ma in fondo poco importa. Quella donna è un simbolo. Un simbolo dei danni più intimi dell’Orcolat, quelli che, purtroppo, nessun piano di ricostruzione potrà mai ripianare.

«Per me questa foto indica l'ignoto, lo sradicamento – racconta Loredana Bortolotti, responsabile della Civica Biblioteca Glemonense – . L'infinito del mare come assenza completa di prospettiva, l'indeterminatezza. Un'anziana che probabilmente non aveva mai visto il mare prima, che si ritrova a guardare l'infinito. Racconta il trauma psicologico di quelle generazioni, che forse non è mai stato studiato abbastanza. Per me questa è la vera fotografia del terremoto del 1976».

Quell’immagine è solo uno dei pezzi di storia custoditi nella biblioteca di Gemona. Sfogliando il tanto materiale relativo al terremoto, non mancano diverse testimonianze relative agli effetti delle scosse dell’11 e 15 settembre, che troppo spesso passano in secondo piano rispetto a quella del 6 maggio. Eppure, i loro effetti furono altrettanto catastrofici.

In pochi istanti vanificarono gli sforzi e le speranze di ricostruzione che avevano tenuto alto il morale degli sfollati durante i mesi estivi. Tra le altre, c’è anche la foto originale della folla di terremotati appena arrivata a Lignano con le corriere e un’altra, altrettanto eloquente, che raffigura un anziano contadino sfollato dalle zone terremotate in spiaggia. Mani suoi fianchi, vestiti da lavoro, sguardo perso. Accanto, i bagnanti che, spensierati, si godono gli ultimi sussulti dell’estate.

C’è una splendida notizia. Tutto questo patrimonio presto sarà consultabile anche online. A partire da novembre, infatti, molti documenti presenti nella Civica Biblioteca Glemonense saranno a disposizione dei cittadini. «Considero la valorizzazione degli archivi e la loro digitalizzazione uno degli assi più importanti della nostra politica culturale – spiega Flavia Virilli, vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Gemona – perché un archivio non è soltanto il luogo in cui........

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