Un penultimo posto che fa la Storia: “Grazia”, il romanzo che riporta sul ghiaccio la prima olimpionica azzurra
Lo sport ha una sua resilienza, riesce a sopravvivere a tutto: alle macerie, alle dittature, alle vite spezzate che provano a rimettersi in piedi. Resiste persino quando i corpi vengono piegati dalla propaganda o quando le biografie finiscono chiuse in un baule, dimenticate per decenni.
Nel suo nuovo romanzo, Grazia, Federica Seneghini riporta alla luce la storia di Grazia Barcellona, la prima pattinatrice azzurra alle Olimpiadi invernali. È una storia di lame che solcano il ghiaccio e di donne che attraversano la Resistenza, ambientata in una Milano ferita ma vitale che, tra il 1948 e oggi, non ha mai smesso di essere capitale dello sport.
Quella di Grazia Barcellona è una storia dimenticata: come è inciampata in questo baule di ricordi?
«È successo quasi per caso mentre lavoravo a Giovinette, il mio primo romanzo. Incontrai i racconti di sua madre, Giovanna Boccalini, ma allora non sapevo che Grazia fosse stata un’olimpionica. È morta nel 2019 portando con sé un silenzio che ho dovuto scoperchiare studiando documenti, parlando con chi l'ha amata e allenata. È stato un doppio binario: da una parte la riscoperta della figlia, dall'altra quella della madre, una figura così centrale che Milano le ha appena dedicato una via».
Quanto scavo c’è stato tra gli archivi e nei ricordi dei suoi intervistati?
«Moltissimo. Ho cercato i figli, l’allenatore, le........
