Trapianti, la crisi silenziosa del consenso: a Nordest uno su tre si oppone alla donazione degli organi
Capita raramente che una storia individuale riesca a scoperchiare un intero sistema. La vicenda del piccolo Domenico non è soltanto un caso di cronaca che ha attraversato televisioni e notifiche: è un punto di rottura. Perché mentre il Paese si interrogava su errori, ritardi e responsabilità, un altro dato scorreva quasi in silenzio, meno emotivo ma altrettanto decisivo: sempre più italiani, i dati pubblicati dal Centro nazionale trapianti dell’Iss stanno dicendo no alla donazione di organi. È qui che le immagini delle tv, i social, i commenti degli opinionisti lasciano spazio ai numeri. E i numeri raccontano un cambiamento strutturale. Anche qui.
Il Nordest, tradizionalmente tra le aree più favorevoli alla donazione, mostra con chiarezza questa inversione di tendenza. In Friuli Venezia Giulia e Veneto i consensi restano maggioritari, ma le opposizioni hanno raggiunto quote impensabili dieci anni fa, in alcuni casi vicine o superiori a un cittadino su tre. Lo stesso andamento, con intensità diverse, attraversa l’intero Paese e si accentua nel Mezzogiorno, dove in alcune regioni il dissenso supera stabilmente il 40%.
Il sistema italiano dei trapianti è uno dei più solidi in Europa. Nel 2024 sono stati eseguiti 4.619 trapianti, di cui 414 di cuore; circa 30 ogni anno riguardano bambini. Dal 2002 al 2025 si sono superati gli 83mila interventi complessivi. È una macchina complessa, regolata da protocolli rigidissimi, che funziona solo grazie a un presupposto: la volontà dei cittadini di donare.
Dal 2015 è possibile esprimere il proprio consenso o dissenso al momento del rinnovo della carta d’identità. Una decisione presa spesso allo sportello, senza un percorso informativo strutturato. In quel contesto, davanti a una scelta delicata e improvvisa, la prudenza può trasformarsi in opposizione. Ogni cittadino, infatti, ha tre opzioni: può dire sì e quindi dare il consenso alla donazione degli organi, può dire no e quindi vale il diniego ma può anche non esprimersi e quindi non fare alcuna scelta. Accanto a questo, pesano anche scelte consapevoli, maturate dopo confronti familiari o sulla base di informazioni, corrette o meno, circolate online.
Friuli Venezia Giulia: numeri più piccoli, stessa tendenza
In Friuli Venezia Giulia il consenso alla donazione resta maggioritario, ma negli anni si è eroso in modo netto, mentre le opposizioni sono cresciute fino a livelli strutturali. All’inizio della serie i numeri sono piccoli, ma già dal 2015 si vede la traiettoria: nel 2015 i consensi erano al 96,2% e le opposizioni........
