Quando i social aiutano e non distruggono: la storia dei tre ragazzini della limonata è diventata virale
«Pronto Messaggero Veneto, mi dica». «Caspita, ci chiama da Milano. Grazie mille ma no, no, i tre ragazzi vogliono farcela da soli». In redazione oggi il telefono ha squillato più del previsto. Non con i soliti prefissi di zona, ma con numeri arrivati da centinaia di chilometri di distanza: Lombardia, la Valle d'Aosta, il Veneto. Persone che chiamavano per sapere di tre ragazzini, di un banchetto di limonata e di un motorino che ancora non c'è. Di solito le storie locali restano locali. Questa no. Questa ha superato ogni confine regionale e ha raggiunto milioni di account social.
Favola senza lieto fine per tre giovanissimi a Pradamano. Avevano allestito un banchetto allo scopo di acquisire lo storico motorino. Un cittadino ha segnalato la mancanza delle autorizzazioni necessarie
Vale la pena riavvolgere per un secondo il nastro. La storia che ha praticamente attraversato tutta Italia parla di tre amici tra i 13 e i 14 anni, della sveglia puntata alle cinque del mattino in piena estate, di un ombrellone piantato vicino a piazza Zardini, a Pradamano, e un obiettivo semplice: vendere limonata, caffè e pasticcini per mettere via, offerta libera dopo offerta libera, i soldi di un Ciao, quel motorino che per generazioni di italiani non è mai stato solo un mezzo di trasporto, ma un rito di passaggio.
Un gesto semplice, quasi di un’altra epoca. Peccato che non si possa fare. Infatti un passante, dopo aver visto il banchetto, ha pensato bene di fare denuncia distruggendo un sogno durato meno di un sorso di limonata. Ed........
