Carovana delle Alpi 2026: il Nordest tra l’eccellenza del turismo lento e il cemento olimpico
Il vento che soffia sulle vette quest'anno porta con sé una scelta di campo netta. Non si tratta solo di respirare l'aria buona delle quote, ma di decidere da che parte stare: se considerare le terre alte come un immenso parco divertimenti da consumare o come un'infrastruttura di vita da abitare e proteggere. Il rapporto annuale di Legambiente sulla montagna alpina italiana si presenta nel 2026 sotto il titolo emblematico di "Controvento", un viaggio cartografico che fotografa una montagna in profonda tensione, sospesa tra l'asfalto delle grandi opere e la resistenza silenziosa delle comunità locali.
Quest'anno il rapporto va oltre la semplice elencazione delle esperienze virtuose e di quelle criticabili: introduce una nuova chiave di lettura fondata sul Valore Aggiunto Comunitario (VAC). Si tratta di un sistema di misurazione multidimensionale che valuta le pratiche alpine non solo per il loro impatto economico, ma anche per quello sociale, ambientale, culturale e innovativo. Una risposta concreta all'inadeguatezza del PIL come unico metro di giudizio per lo sviluppo di una comunità montana.
Le 19 Bandiere Verdi 2026, assegnate a realtà distribuite tra Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia, rappresentano pratiche che generano valore territoriale reale: dalla tutela dell'acqua come bene comune alle filiere locali della lana e del miele, dalla rigenerazione di borghi spopolati al turismo lento e partecipato. Le 7 Bandiere Nere, invece, segnalano scelte politiche e amministrative che erodono questo valore, come grandi opere a impatto ambientale elevato, consumo di suolo in aree protette, governance debole o assente.
Dal 2004 a oggi, la Carovana delle Alpi ha assegnato complessivamente oltre 300 Bandiere Verdi, costruendo un atlante delle buone pratiche alpine che copre l'intero arco italiano: dal Piemonte (77 riconoscimenti) al Friuli Venezia Giulia (56), passando per Lombardia (60), Trentino-Alto Adige (35), Veneto (35) e Valle d'Aosta (17).
Bandiere Verdi, le eccellenze del Veneto
Il Veneto porta in dote due riconoscimenti, entrambi dalla provincia di Belluno, che incarnano due anime complementari del rinnovamento montano: la cura del paesaggio e la sovranità alimentare.
Il Comune di San Tomaso Agordino riceve la Bandiera Verde per il suo impegno nella valorizzazione del territorio attraverso un turismo lento e rispettoso. L'amministrazione ha saputo coniugare memoria e innovazione con due progetti di qualità. Il primo è il Sentiero delle Dolomiti in miniatura ("Dolomites Rock Miniatures"), un percorso escursionistico e didattico di circa 5 km che ospita 19 riproduzioni in pietra dolomitica di altrettante cime, realizzate da artisti italiani e stranieri nel corso di sei simposi di scultura tra il 2017 e il 2023, patrocinati dalla Fondazione Dolomiti UNESCO. Il secondo è il Centro Orti Rupestri, una biblioteca vivente dei semi dedicata alla conservazione e allo scambio di antiche varietà locali, che ha dato vita a un'associazione attiva in collaborazione con scuole e università. A completare il quadro, il modello di ospitalità diffusa promosso dall'amministrazione, che punta su esperienze immersive nelle frazioni minori.
L'Associazione Coltivare Condividendo di Belluno viene premiata per il suo impegno nella tutela della biodiversità agricola di montagna attraverso il progetto Chiamata a Raccolto.........
