Editoriale – Pasqua nel Mediterraneo: il silenzio dei dispersi e il peso dell’indifferenza
Questa volta è accaduto nel giorno di Pasqua. Il giorno che, per tradizione, celebra la vita, la rinascita, la speranza. E invece, nel Mediterraneo centrale, si è trasformato in un giorno di morte
C’è un momento, nelle immagini aeree scattate dall’alto del Mediterraneo, in cui tutto si ferma. Un barcone rovesciato, piccolo e fragile in mezzo all’immensità dell’acqua. Attorno, corpi che galleggiano, mani che si aggrappano a quel che resta dello scafo, vite sospese tra la speranza e la fine. È lì che si consuma l’ennesima tragedia. Ed è lì che il mare, ancora una volta, diventa confine e tomba.
Questa volta è accaduto nel giorno di Pasqua. Il giorno che, per tradizione, celebra la vita, la rinascita, la speranza. E invece, nel Mediterraneo centrale, si è trasformato in un giorno di morte.
Il barcone era partito dalla costa libica, da Tajoura, nella notte tra venerdì e sabato. A bordo, secondo le testimonianze, c’erano più di cento persone — uomini, donne, forse anche bambini — provenienti soprattutto da Pakistan, Bangladesh ed Egitto. Un viaggio iniziato come tanti altri, con la........
