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In Viaggio tra Templari e Misteri: Intervista a Marco Nica

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16.02.2026

Marco Nica, attore e scrittore di grande esperienza, torna a conquistare il pubblico con il suo nuovo romanzo, El Templo del Emperador – Il Tempio dell’Imperatore. Dopo il successo di El Secreto de Nefertiti, Nica ci conduce ancora una volta in un’avventura mozzafiato che mescola storia, mistero e simbolismo esoterico, trasportando il lettore tra Firenze, Nettuno, Chartres, Castel del Monte e l’Egitto antico.

In questa nuova opera, i protagonisti Tony e Bianca affrontano una frenetica caccia al tesoro tra delitti, enigmi templari e misteri millenari. Il libro si distingue per la ricerca storica approfondita, la suspense continua e il ritmo quasi cinematografico dei capitoli. L’evento di presentazione offre l’occasione di conoscere da vicino l’autore, scoprire retroscena e curiosità sul romanzo e riflettere sul legame tra passato e presente.

Dopo il successo di El Secreto de Nefertiti, come è nato il progetto de El Templo del Emperador? Quali elementi della prima opera hai voluto riprendere e quali invece hai deciso di esplorare in maniera nuova?

Il secondo thriller è stata l’evoluzione naturale del primo, i protagonisti sono sempre gli stessi ma cambia ovviamente la trama e i luoghi che li vedono in azione. Gli ingredienti di questa avventura sono gli stessi di quella precedente: ricerca storica dei luoghi e delle epoche narrate, azione poliziesca per dare un taglio filmico alle scene e una continua caccia alla soluzione dei vari enigmi grazie alla mente brillante di un’archeologa. La nuova esplorazione è stata quella di cambiare drasticamente epoca di riferimento, trattando altri argomenti affascinanti capaci di spingere la curiosità del lettore verso approfondimenti personali.

Il libro è ricco di dettagli storici e riferimenti templari, ma anche di colpi di scena e misteri inventati. Come riesci a bilanciare rigore storico e creatività narrativa senza appesantire la trama?

Il segreto sta nel disegnare una storyboard efficace, prima di procedere con la stesura vera e propria del thriller. Avere un’idea complessiva e dettagliata di tutti i capitoli permette di organizzarli al meglio per ottenere un’ottima resa a livello di pathos e dinamicità degli eventi. Sono tasselli che puoi spostare sullo scacchiere della narrazione fino a raggiungere il risultato desiderato. Non è quindi difficile bilanciare la parte di ricerca storica con quella fantasy. Un dinamismo ben bilanciato, evita che la trama risulti essere pensate al lettore.

I protagonisti del libro precedente tornano in questa nuova avventura. In che modo li hai fatti crescere come personaggi, sia a livello professionale sia personale, e come si relazionano con i nuovi enigmi?

Bianca da semplice studentessa è ora laureata da qualche anno in archeologia. La sua esperienza acquista si denota da come affronta con maggiore determinazione e risolutezza i complicati enigmi che le si pongono davanti. Tony ha avuto nell’ambito delle forze dell’ordine il suo avanzamento di carriera e si districa molto bene coordinando le complesse indagini anche con colleghi in servizio in altre città. Se, al termine del primo episodio, potevamo avanzare l’ipotesi che nascesse un legame sentimentale fra i due, qui vediamo che quell’intesa è stata raggiunta, il che li rende una coppia ancora più affiatata.

L’opera si sviluppa tra Firenze, Chartres, Castel del Monte, Nettuno e Giza. Come scegli i luoghi da inserire nella narrazione e quale importanza hanno, secondo te, per rendere la storia più immersiva?

La scelta dei luoghi è fondamentale per la credibilità storica della narrazione. Il lettore deve riscontrare nella realtà quello che legge sul libro e il libro deve spingere il lettore a visitare quei luoghi: è una sorta di dare/avere. In questo caso la scelta della città di Nettuno, molto presente in tutta la storia, ha anche lo scopo di diventare un volano turistico alla scoperta delle sue bellezze, una sorta di “spot” promozionale. Fra di loro i vari luoghi devono avere lo stesso filo conduttore che li leghi alla trama. La ricerca non è semplice ma ne vale la pena per la credibilità del tutto.

I simboli templari e i misteri esoterici hanno un ruolo centrale nella trama. Quanto tempo dedichi alla loro ricerca e come decidi quali enigmi inserire nel libro per renderli intriganti e credibili?

La ricerca di questi misteri esoterici ha richiesto la consultazione di molta letteratura in merito ai simboli templari e quindi un significativo impiego di tempo. Per la realizzazione di questo libro c’è voluto molto più impegno per lo studio e la creazione dei vari enigmi che non per la sua scrittura. Bisogna leggere molti volumi dedicati agli argomenti trattati per farsi venire in mente i vari rompicapo da far risolvere ai protagonisti. La scelta ricade su quelli che meglio legano le vicissitudini della trama: compito non semplice ma che alla fine dà molte soddisfazioni.

I capitoli del romanzo sono quasi scene di un film d’azione. È una scelta nata fin dall’inizio o un’esigenza emersa durante la scrittura? Come influisce sul coinvolgimento del lettore?

La scelta dello stile narrativo avviene fin dall’inizio della scrittura. Non può arrivare dopo perché ne definisce il ritmo già dalle prime pagine. Il lettore viene subito catapultato nel susseguirsi degli eventi e resta incollato alla storia sentendosene parte integrante. Il coinvolgimento è fondamentale perché non annoia la lettura e tiene sulle spine chi legge fino all’epilogo.

Oltre all’avventura e al mistero, il romanzo affronta temi universali legati alla ricerca di verità e alla spiritualità. Quale messaggio speri che il lettore porti con sé una volta chiuso il libro?

Chi di noi non ama trovare risposte alle proprie domande. In fondo lo spirito che mettono Tony e Bianca per svelare i misteri e giungere alla verità rientra nel nostro continuo bisogno di fare giustizia, di vedere il bene sconfiggere il male. L’elemento spirituale è vissuto da ognuno di noi in modo estremamente soggettivo, ma l’elemento comune resta il mistero che lo avvolge, quel credo che ci spinge a lanciare il cuore oltre l’ostacolo.

Il romanzo intreccia storia, mito e luoghi reali. C’è un episodio o un dettaglio storico che ti ha colpito particolarmente durante le ricerche e che vorresti condividere con i lettori?

Tutto il lavoro fatto sulle ricerche storiche mi ha lasciato un bel ricordo, ho imparato molte cose. Avrei però una curiosità da dire: ci sono molti capitoli che vedono Castel del Monte come protagonista. La descrizione di ogni angolo di quel luogo e di ogni azione narrata al suo interno è estremamente minuziosa: scale, stanze, porte, troni, finestre, ecc.. Ebbene quel lavoro è il frutto soltanto di uno studio “sulla carta” con tanto di planimetrie alla mano. Castel del Monte ho avuto la fortuna di visitarlo soltanto alcuni anni dopo la pubblicazione del libro. Devo dire che, con un enorme sospiro di sollievo, la constatazione in loco di quanto scritto è combaciata alla perfezione! Descrivere in quel modo un luogo così complesso ancor prima di averlo visitato ha messo in evidenza qualità che non pensavo di avere.

Dopo El Templo del Emperador, quali sono i tuoi programmi? Hai intenzione di continuare la saga con Tony e Bianca, o stai pensando a nuovi percorsi narrativi e nuovi protagonisti?

Da tempo il mio cruccio è quello di completare la trilogia del thriller, quindi stessi protagonisti ma nuove avventure. Ovviamente cambiando luoghi, epoche ed enigmi da risolvere. Attualmente però sto lavorando su un’opera letteraria completamente diversa dalle precedenti. Si tratta di un saggio che affronta argomenti di interesse generale con gli occhi del Terzo Millennio, un’opera complessa e affascinante allo stesso tempo che spero veda la luce entro il 2026.


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