Pericolo pensiero unico
Prendo spunto da una recente polemica tra Matteo Bassetti e Heather Parisi. Il primo è un immunologo, cioè, esperto di malattie infettive, microbiologia e trapianti di organi e conta con oltre 1200 pubblicazioni (potrei continuare a lungo); la seconda è stata una ballerina di successo, nota anche per le sue posizioni no-vax e per essersi lamentata di aver subito una sorta di “inquisizione” in rete, proprio per le sue idee.
Nulla da obiettare sulle singole opinioni, ma sulla preparazione di ciascuno sì, perché è evidente che chi vuole avere ragione su uno scienziato, quella scienza la deve studiare e gli argomenti che presenta devono avere qualche briciola di fondamento.
Però studiare costa fatica e lavoro e il drago da tastiera, invece di ammettere di aver sostenuto idee poco sostenibili, si sente censurato e si scaglia contro il sistema della scienza. E se ha potere mediatico lo fa con ancora più forza.
La polemica ha avuto una certa ribalta quando Bassetti ha attaccato R. F. Kennedy Jr, notoriamente un no-vax che dice di essersi immunizzato sniffando cocaina sul water di casa. Heather Parisi ha preso le difese di Kennedy ma, non contenta, ha scritto direttamente a Trump chiedendogli di valutare le opzioni più dure contro Bassetti. Insomma, la forza bruta contro studio e ricerca.
C’è da chiedersi quale sia il confine tra il diritto di esprimere la propria opinione e la diffusione di falsità, specie per chi occupa uno spazio pubblico ed ha un potenziale seguito.
Proviamo a definirlo: in una società libera ogni cittadino ha diritto di esprimere opinioni, ma essendo stato messo nelle condizioni di........
