Mangiare carne di nutria? Lo chef ferrarese Finetti approva: «La metterei in menù»
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Ferrara In Francia, dove è già impiegata in prodotti gastronomici artigianali, ha un nome che richiama la nouvelle cuisine: ragondin. In italiano diciamo nutria, meno sofisticato, e per ora senza riferimenti gastronomici ma solo ambientali, in quanto specie alloctona che flagella terreni e colture. Questa volta non è però il suo impatto sul territorio a portarla al centro della cronaca, bensì la proposta del consigliere regionale veneto Stefano Valdegamberi, esponente della Lega, che ha presentato una mozione per rendere commercializzabile la carne di nutria sul mercato italiano.
I nostri vicini d’oltralpe già la consumano «con prezzi commerciali indicativi – riporta Valdegamberi – che vanno da circa 6,35 euro per barattolo da 180 grammi (equivalente a circa 35 euro al chilo) a 6,90 euro per confezione da 90 grammi, con lotti multipli offerti a circa 14,90 euro per tre vasetti da 180 grammi ciascuno, evidenziando il potenziale economico di filiere locali basate su prodotti tipici».
Da qui il suo appello rivolto al Ministero della Salute per il riconoscimento del Myocastor coypus, detto anche castorino, come carne idonea al consumo umano tramite un apposito decreto ministeriale.
E mentre il popolo della cucina italiana Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco discute, i puristi della........© La Nuova Ferrara
