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L’infermiere ad Argenta, l’arma e la strage: «Una personalità molto pericolosa»

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L’infermiere ad Argenta, l’arma e la strage: «Una personalità molto pericolosa»

È accusato di aver ucciso un paziente. Ecco cosa dice la Cassazione

Argenta Procurarsi un’arma da fuoco e compiere «una strage». È una delle frasi attribuite a Matteo Nocera, l’infermiere di Ferrara a processo davanti alla Corte d’assise per la morte del paziente Antonio Rivola, e compare nella sentenza con cui la Cassazione, il 16 luglio scorso, ha respinto il suo ricorso e lo ha lasciato in carcere. Il provvedimento, il numero 34993 della prima sezione penale, è stato reso noto soltanto in questi giorni, mentre in aula si apre il dibattimento. Nocera è accusato dalla sostituta procuratrice Barbara Cavallo di aver ucciso volontariamente Rivola, 83 anni, il 5 settembre 2024 nel reparto di lungodegenza dell’ospedale di Argenta dove lavorava, somministrandogli Esmeron, un potente miorilassante usato in anestesiologia. L’impianto accusatorio si fonda........

© La Nuova Ferrara