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Caso Fakir, la lezione di Ferrara: dopo Federico Aldrovandi un modello c’era

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23.07.2026

Caso Fakir, la lezione di Ferrara: dopo Federico Aldrovandi un modello c’era

L’ex responsabile del 118 nella provincia: «Elaborammo un protocollo condiviso». Dal 2014 un piano di intervento sinergico per il contenimento sicuro di persone agitate

Ferrara «Non è solo una questione di sicurezza pubblica. Deve cambiare il paradigma». Adelina Ricciardelli, per anni dirigente del Pronto soccorso e del 118 di Ferrara e oggi coordinatrice del 118 di Rovigo e Trecenta, guarda alla morte di Abderrahim Fakir e invita a spostare l’attenzione dalle sole responsabilità individuali a un problema più ampio: la mancanza di protocolli condivisi e di una formazione comune tra personale sanitario e forze dell’ordine per la gestione delle persone in grave stato di agitazione psicomotoria.

«Qui non esistono colpevoli personali – premette – . Esiste un sistema che continua ad arrivare in ritardo rispetto alla necessità di costruire percorsi strutturati». Secondo Ricciardelli, un modello esiste da tempo. È quello sviluppato proprio a Ferrara dopo il caso Aldrovandi attraverso un lavoro congiunto che coinvolse Prefettura, 118, forze dell’ordine e specialisti della salute mentale, e che venne successivamente presentato anche al Ministero dell’Interno.

«A Ferrara abbiamo iniziato a lavorare su questi temi già nel 2013. Poi nel 2014 elaborammo un protocollo insieme a Damiano Zaganelli, oggi coordinatore del 118 di Ferrara. Da subito ci siamo fatti promotori della........

© La Nuova Ferrara