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Usl 3, Case di comunità senza medici di base: pronti a collaborare appena 70 su 340

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21.09.2026

Solo una settantina di medici di base, sui 340 che prestano servizio sul territorio dell’Usl 3, ha dato la propria disponibilità per lavorare quattro ore nelle Case di comunità.

A conti fatti, appena il 20% dei dottori di famiglia, uno dei perni fondamentali per il corretto funzionamento di queste nuove strutture, si è detto disponibile a prendere servizio al loro interno. Per la Fimmg, la Federazione italiana dei medici di base, le adesioni potrebbero aumentare una volta formalizzato un vero e proprio contratto con l’azienda sanitaria.

Intanto, però, la copertura del servizio h24 o h12 è a rischio; quei turni sono obbligatori solo per i medici entrati in servizio dopo il 1 gennaio 2025: la coperta è troppo corta.

Il punto, alla fine, è tutto qui: chi ci sarà dentro le Case di comunità e, soprattutto, che cosa farà. Perché le strutture previste dal Pnrr ormai ci sono. In Veneto sono state dichiarate........

© La Nuova di Venezia