Usl 3, Case di comunità senza medici di base: pronti a collaborare appena 70 su 340
Solo una settantina di medici di base, sui 340 che prestano servizio sul territorio dell’Usl 3, ha dato la propria disponibilità per lavorare quattro ore nelle Case di comunità.
A conti fatti, appena il 20% dei dottori di famiglia, uno dei perni fondamentali per il corretto funzionamento di queste nuove strutture, si è detto disponibile a prendere servizio al loro interno. Per la Fimmg, la Federazione italiana dei medici di base, le adesioni potrebbero aumentare una volta formalizzato un vero e proprio contratto con l’azienda sanitaria.
Intanto, però, la copertura del servizio h24 o h12 è a rischio; quei turni sono obbligatori solo per i medici entrati in servizio dopo il 1 gennaio 2025: la coperta è troppo corta.
Il punto, alla fine, è tutto qui: chi ci sarà dentro le Case di comunità e, soprattutto, che cosa farà. Perché le strutture previste dal Pnrr ormai ci sono. In Veneto sono state dichiarate........
