Ecco cosa prevede la nuova legge sul fine vita in Veneto
L’istituzione di una commissione medica multidisciplinare permanente. Il parere rafforzato del palliativista, che concede alle commissioni la facoltà di discostarsene, ma soltanto con una spiegazione ben motivata. L’istituzione di una commissione bioetica regionale, nominata dalla giunta.
La volontarietà, da parte del personale sanitario, di accompagnare il malato. E l’obbligo di informare il malato che chieda di morire della possibilità di usufruire delle cure palliative – con un iter, eventualmente, da attivare senza ritardo – ma anche di parlare con un’associazione o un comitato per la vita. Nessuna previsione di tempi massimi di risposta – è sempre la Consulta a impedirlo – ma comunque un richiamo alla celerità, chiesto (e ottenuto) dal centrosinistra.
La nuova legge sul fine vita
Eccola la nuova – la prima – legge regionale veneta sul suicidio medicalmente assistito. Svuotata rispetto al suo primo dettato, per essere inattaccabile agli occhi di una Corte Costituzionale, che non ha avuto pietà con i testi approvati in Toscana e in Sardegna.
Ma l’esito è pure quello degli accordi della politica. Costretta ad annacquare un testo, per farlo digerire a quella fetta di maggioranza – ma........
