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Le Fabbriche Nuove a Rialto, quel capolavoro rinascimentale che aspetta di poter rinascere

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01.04.2026

C’è un paradosso di pietra nel cuore di Venezia. A Rialto, dove il turismo si è fatto totalitario — occupando ogni centimetro di calli e fondamenta con la sua monocultura del consumo — sorge un gigante muto: le Fabbriche Nuove di Jacopo Sansovino. Cinquecento anni di storia, un porticato che lambisce il Canal Grande, e dentro: il nulla.

Mentre la città scivola sotto la soglia dei 48.000 abitanti e il mercato di Rialto agonizza tra souvenir di plastica e spritz standardizzati, questo capolavoro rinascimentale aspetta. Non un restauro conservativo, non l’ennesimo hotel di lusso mascherato da centro culturale.

Aspetta di tornare a fare ciò per cui la Repubblica lo ha concepito: governare l’economia reale.

L’errore di fondo nel guardare alle Fabbriche Nuove è considerarle un monumento. Sansovino non progettò una basilica né un palazzo celebrativo: progettò una macchina........

© La Nuova di Venezia