Le Fabbriche Nuove a Rialto, quel capolavoro rinascimentale che aspetta di poter rinascere
C’è un paradosso di pietra nel cuore di Venezia. A Rialto, dove il turismo si è fatto totalitario — occupando ogni centimetro di calli e fondamenta con la sua monocultura del consumo — sorge un gigante muto: le Fabbriche Nuove di Jacopo Sansovino. Cinquecento anni di storia, un porticato che lambisce il Canal Grande, e dentro: il nulla.
Mentre la città scivola sotto la soglia dei 48.000 abitanti e il mercato di Rialto agonizza tra souvenir di plastica e spritz standardizzati, questo capolavoro rinascimentale aspetta. Non un restauro conservativo, non l’ennesimo hotel di lusso mascherato da centro culturale.
Aspetta di tornare a fare ciò per cui la Repubblica lo ha concepito: governare l’economia reale.
L’errore di fondo nel guardare alle Fabbriche Nuove è considerarle un monumento. Sansovino non progettò una basilica né un palazzo celebrativo: progettò una macchina........
