Biennale, l’ex direttore Bonito Oliva: «Sbagliato accettare la Russia»
Ieri come oggi, la Biennale detta lo spirito del tempo. Era il 1993 quando il critico d’arte Achille Bonito Oliva, ragazzo del 1939 nato a Salerno e all’epoca direttore della Biennale Arte, tolse il padiglione della ex Jugoslavia alla Serbia Slobodan Milošević, «responsabile per la guerra in Bosnia». Lo ricorda al telefono con voce cauta il papà della Transavanguardia e voce del Gruppo 63. In quello spazio espositivo trovò casa una mostra pacifista. Più di trent’anni dopo, l’Unione Europea revoca 2 milioni di fondi alla Fondazione Biennale di Venezia a causa della riapertura del padiglione della Russia, esclusa dal 2022 in seguito dell’invasione dell’Ucraina.
Bonito Oliva, è d’accordo con la scelta della Commissione europea?
«Sì. Trovo che riaffermi nella gerarchia la predominanza dell’arte, senza lasciare che in qualche modo la politica se ne approfitti, che ne faccia un megafono. Quanto stabilito dall’Ue ripristina il valore della autonomia della cultura rispetto anche alla........
